IL DDL

Riforma PA, la rivoluzione copernicana del governo

Mille giorni: questo il tempo che Renzi si è dato per cambiare la macchina pubblica. Il ministro Madia: “Porteremo l’amministrazione a casa dei cittadini grazie alle nuove tecnologie”. E sulle risorse dice: “Ci sono i fondi Ue, ne faremo un uso efficiente”

Pubblicato il 11 Lug 2014

“Il tempo del cittadino non è un’opzione ma un diritto”. Inizia con queste parole la conferenza stampa di presentazione del ddl delega sulla riforma della PA che ha tenuto oggi il ministro della PA e Semplificazione, Marianna Madia, durante la quale ha evidenziato il ruolo di efficientamento della macchina pubblica che l’Ict può svolgere. “Vogliamo mettere in atto una rivoluzione copernicana nella pubblica amministrazione – ha sottolineato il ministro – Vogliamo ribaltare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, che significa non piegare la vita dei cittadini alla PA, ma far sì che sia la Pubblica amministrazione che arriva nella vita dei cittadini. Grazie agli strumenti che offrono le innovazioni tecnologiche che ci danno la possibilità di realizzare tutto questo”.

E le risorse per fare questo ci sono. “Ci sono i fondi europei – ha precisato il ministro – che, come ha detto il presidente Renzi a Digital Venice possono essere sfruttati con i margini di flessibilità consentiti dal patto di stabilità”.

“Alla fine dei mille giorni che ci siamo dati come scadenza per cambiare il modo di funzionare della PA – ha poi sottolineato Madia – sarà possibile accedere alle informazioni personali tramite un computer e anche ricevere tali informazioni al proprio domicilio”. In questo contesto di innovazione un ruolo chiave lo giocherà anche l’ufficio territoriale del Governo. “Si tratta – ha spiegato – di un unico ufficio che racchiuderà tutti gli uffici periferici del Governo e nel quale il prefetto i diventa responsabile di come l’azione del Governo arriva ai cittadini”.

Per quanto riguarda le nomina di Alessandra Poggiani a dg di Agid, di Stefano Quintarelli a presidente del comitato di indirizzo, di Paolo Barberis a consigliere dell’innovazione della Presidenza del Consiglio nonché di Paolo Coppola a consulente per l’Agenda digitale di Palazzo Vidoni, Madia ha voluto evidenziare che “è una squadra forte, che crede nelle potenzialità del digitale e che potrà dare un sostegno fondamentale al buon esito della rivoluzione digitale che stiamo mettendo in atto”.

A questo proposto il ministro ha anche annunciato la tempistica per rendere operativa l’Agenzia. “I decreti di nomina del dg di Agid e del presidente del comitato di indirizzo verranno firmati la prossima settimana – ha detto – “Puntiamo a nominare anche i membri del comitato di indirizzo e del tavolo Tavolo permanente per l’innovazione e l’Agenda digitale italiana. C’è la volontà politica, è quella di mettere subito l’agenzia nelle condizioni di operare”.

Ilddl delega di riforma della PA licenziato dal Cdm di ieri prevedono una forte ccelerazione e semplificazione nei servizi per i cittadini e le imprese.

“Al fine di conciliare i tempi di vita, famiglia e lavoro, riducendo la necessità dell’accesso fisico alle sedi degli uffici pubblici – si legge nella nota di Palazzo Chigi – il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi aventi a oggetto le modalità di erogazione dei servizi ai cittadini, in modo da assicurare la totale accessibilità on line alle informazioni e ai documenti in possesso delle amministrazioni pubbliche, ai pagamenti nei loro confronti, nonché all’erogazione dei servizi, con invio dei documenti al domicilio fisico ove la natura degli stessi non consenta l’invio in modalità telematiche”.

I decreti nello specifico si occuperanno del superamento dell’uso della carta nel normale funzionamento delle amministrazioni, assicurando la trasmissione dei dati e, ove necessario trasmettere documenti, assicurandone la trasmissione in forma telematica. Verrà inoltre ridefinito il processo decisionale, anche con riferimento alle forme di partecipazione degli interessati, in relazione all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e all’applicazione del sistema pubblico dell’identità digitale nonché la previsione dell’aggiornamento continuo, anche previa delegificazione o deregolamentazione, delle modalità di erogazione dei servizi e di svolgimento dei processi decisionali, sulla base delle tecnologie disponibili e del grado di diffusione delle stesse presso gli utenti.

Si punta poi all’uso di software con standard aperti e non dipendenti da specifiche tecnologie proprietarie e al ricorso alla cooperazione applicativa e all’interoperabilità dei sistemi informativi, individuando, per ogni procedimento amministrativo, le forme di interazione dei soggetti interessati con il sistema informativo (Application Program Interfaces – API);

Si prevede che le PA si adeguino ai ai principi di unicità dei punti di contatto con i cittadini e le imprese, con particolare riferimento agli sportelli unici delle attività produttive e agli sportelli unici dell’edilizia.

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