IL DOCUMENTO

Banda larga, accordo sui fondi Ue al rush finale

L’accordo di partenariato 2014-2020 in dirittura d’arrivo. Il testo recepisce le ultime osservazioni della Commissione e nei prossimi giorni l’invio a Bruxelles per l’adozione finale. Delrio: “A settembre chiuderemo l’accordo, primo step di verifica nel 2017”. Sul piatto 40 miliardi da destinare anche a reti broadband e Agenda digitale

Pubblicato il 13 Ago 2014

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Il Governo italiano ha già recepito le osservazioni di Bruxeless sull’accordo di partenariato per i fondi infrastrutturali 2014-2020 e quindi i negoziati sono alle fasi finali. Si è in tabella di marcia insomma per chiudere il tutto a settembre, per i 41 miliardi di euro di finanziamenti, come già annunciato a luglio dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, e il commissario Ue per la Politica regionale Johannes Hahn.

Le precisazioni odierne dalla stessa Commissione europea, in seguito a un articolo di stampa secondo cui invece i fondi sarebbero a rischio perché la Commissione avrebbe bocciato l’accordo di partenariato. Così non è, come anticipato dal nostro sito il mese scorso, a quanto risulta da una lettera inviata da Bruxelles all’Italia il 7 luglio.

David Hudson, portavoce della Commissione europea, in un’intervista all’Adnkronos, oggi ha chiarito che “è impossibile che Roma possa perdere l’intero ammontare del programma”; “equivarrebbe a non avere un partnership agreement e questo, appunto, è teoricamente impossibile visto che tuti i paesi membri ne hanno uno”.

La lettera inviata a luglio in realtà contiene osservazioni negoziali, che ora Hudson definisce “consigli su come migliorare la capacità amministrativa, perché la nostra esperienza ci insegna che da lì dipende il buon uso dei fondi europei”.

Il vero rischio insomma è di non essere in grado di utiizzare tutti i 41 miliardi di euro, per carenze di governance: è questo il succo delle ossrvazioni sollevate dalla Commissione. Ma se così sarà, lo si scoprirà solo in seguito e la conseguenza sarà che parte di quei miliardi torneranno a Bruxelles.

In questa fase, insomma, si andrà inevitabilmente verso un accordo, con una negoziazione sul testo, dove l’Italia rassicurerà Bruxelles sulla capacità di spendere bene quei soldi (con una strategia nazionale). Dal dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica presso il ministero dello Sviluppo fanno sapere che anche oggi ci sono stati negoziati e le ultime osservazioni di Bruxelles sono già contenute in una nuova versione dell’accordo, che quindi presto sarà mandato alla Commissione per l’adozione finale. Prevista, appunto, per settembre.

Altri dettagli arrivano alla Direzione generale comunicazione, della rappresentanza italiana della Commissione in Italia, che sta per pubblicare ha pubblicato una nota a proposito. “Non è vero neanche che l’Italia è in grave ritardo sui tempi dell’accordo. Sono 15 i Paesi, tra cui Olanda, Regno Unito e Spagna, a non aver completato l’iter”, dicono al nostro sito. “Il testo finale dell’accordo chiarirà meglio come l’Italia intende garantire i livelli di spesa previsti, anche grazie al ruolo della nuova Agenzia per la Coesione territoriale nei confronti dei piani regionali”. “Eventuali rischi di perdita (dei fondi, Ndr.) potrebbero verificarsi non prima della fine del 2017, quando si applicherà per la prima volta la regola del disimpegno automatico”, aggiunge la nota della Commissioni.

La conferma è anche in una nota pubblicata oggi da Delrio: “I 40 miliardi di Fondi Ue dell’Accordo di partenariato ancora da stipulare rappresentano oggi semmai l’opportunità di spenderli tutti fino all’ultimo centesimo e non il rischio di perderli”.

“Le osservazioni non hanno messo in discussione l’impianto della proposta di Accordo italiana – aggiunge Delrio – che anzi la Commissione ci ha invitato a rispettare ma suggerendo, in un dialogo costante con il Governo italiano, affinamenti e precisazioni, molto spesso completamente condivisibili”.

“Sulla base dell’intenso lavoro svolto in queste settimane posso affermare che siamo ormai prossimi alla chiusura del testo definitivo dell’Accordo di Partenariato a settembre, nel rispetto della tabella di marcia che ci eravamo dati” continua Delrio. Il lavoro ha consentito di precisare meglio, tra l’altro, l’impegno sul rafforzamento della capacità istituzionale, “che verrà attuato attraverso la predisposizione di appositi Piani di Riorganizzazione amministrativa, da parte di tutte le amministrazioni titolari dei fondi strutturali”, dice Delrio.

Prosegue la nota: “è stata anche data puntuale risposta alle richieste riguardanti la precisazione di alcune tipologie di intervento, ad esempio nel campo degli aiuti alle imprese, chiarendo l’esigenza di adottare, fra gli altri, strumenti che possano consentire di ampliare la platea delle imprese innovatrici, raggiungendo anche quelle di piccola dimensione. Siglato l’accordo, il primo step di verifica sarà il 31 dicembre 2017 (è quando scatterebbe il disimpegno automatico citato dalla Commissione, Ndr). C’è quindi l’opportunità di utilizzare questa programmazione e l’intesa con la Commissione europea per sostenere la realizzazione dei programmi, superando incrostazioni che si sono stratificate da anni nel Paese.

“Vanno nel senso di una maggiore efficacia la definizione di strategie nazionali – afferma Delrio – come quelle sui Trasporti, sull’Agenda Digitale, la specializzazione intelligente, sulla quale il Paese sconta un vuoto di programmazione di anni, e anche il calendario dettagliato per la piena attuazione di alcune importanti direttive comunitarie. Tra queste, quella relativa al servizio idrico, civile e irriguo, per la quale è richiesta l’azione congiunta di Governo e Regioni”.

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