LA TRATTATIVA

Iliad rinuncia a T-Mobile Us e in Francia torna in ballo il consolidamento

Deutsche Telekom rifiuta la nuova offerta per l’operatore mobile statunitense e i francesi abbandonano il tavolo. Una mossa che potrebbe riaprire la partita delle fusioni interne, dopo le fumate nere di aprile (Bouygues-Sfr) e di luglio (Orange-Bouygues)

Pubblicato il 14 Ott 2014

L’operatore Francese Iliad ha deciso di gettare la spugna, e di interrompere le trattative per l’acquisizione di T-Mobile Us, il quarto operatore mobile degli Stati Uniti, controllato da Deutsche Telekom, che ne detiene il 66% del capitale. Iliad, piccolo operatore capace di mettere in subbuglio l’intero mercato della telefonia mobile transalpino con campagne di marketing agguerrite e prezzi low-cost, ha messo così fine a un’operazione che avrebbe introdotto la società francese nel mercato nordamericano, ma anche appesantito i suoi conti. E la Borsa di Parigi ha dato segni di apprezzamento per la decisione, dal momento che a pochi minuti dall’avvio delle contrattazioni Iliad segnava un +12,7%, con i rialzi che tra l’altro coinvolgevano tutto il settore delle telecomunicazioni d’oltralpe, con Orange a +1,4% e Bouygues a +4%.

Andreas Leigers, portavoce di Deutsche Telekom ha motivato il rifiuto dell’offerta di Iliad sottolineando che T-mobile Us si sta comportando sul mercato meglio dei suoi concorrenti, e che valuta quella della controllata statunitense come “un caso autonomo”: “Siamo in una situazione in cui l’azienda sta crescendo ed è in salute”, ha detto.

Il corteggiamento di Iliad a T-Mobile Us era iniziato a fine luglio, quando i francesi avevano illustrato il loro progetto di acquisizione, con un’offerta di acquisto del 56,6% del capitale della controllata di Deutsche Telekom al prezzo di 33 dollari per azione. Un’offerta che il Cda della telco tedesca aveva rifiutato, con Iliad che aveva preso tempo per migliorare l’offerta. Così in consorzio con due fondi di private equity Iliad aveva ritoccat al rialzo l’offerta iniziale, proponendo di acquistare il 67% del capitale di T-mobile Us al prezzo di 36 dollari per azione, incusi i risparmi di costo.

Naufragata anche questa offerta, i francesi hanno deciso di tirarsi indietro, e questo ha creato euforia alla borsa di Parigi, dove più di un analista interpreta l’abbandono del progetto di acquisizione di T-Mobile come un passo che riapre la strada al consolidamento del mercato francese delle tlc. L’ultimo round di questa vicenda si era chuiso agli inizi di luglio, quando Orange si era chiamata fuori dalla partita per il consolidamento, rinunciando al progetto di fusione con Bouygues Telecom, che pure era stato apertamente “sponsorizzato” dal Governo di Parigi. Pochi mesi prima, ad aprile, era “fallito” un altro round di possibile consolidamento, quello che aveva visto Vivendi scegliere Altice per la vendita di Sfr: in quell’occasione la concorrente all’acquisizione sul mercato francese era Bouygues, che aveva tra l’altro effettuato più rilanci.

Tornando alla decisione di Iliad, il mercato da luglio aveva penalizzato il titolo Iliad per i timori sulla forza finanziaria rispetto a un’operazione come l’acquisizione di T-Mobile Us, nonostante il sostegno di banche e fondi di private equity. “Consideriamo l’annuncio così positivo da aumentare le possibilità di consolidamento in Francia nel breve termine”, affermano da Goldman Sachs mentre Barclays sottolinea che la rinuncia di Iliad a T-Mobile Us “dovrebbe riportare l’attenzione sulle attività domestiche e sulle valutazioni” per le quali prevede un significativo margine di rialzo.

E secondo alcuni analisti il fatto che Deutsche Telekom abbia scelto di non vendere potrebbe rivelarsi una mossa azzeccata. Tra loro Stephane Beyazian, analista a Londra per Raymond James, che ricorda come la quotazione di Vodafone sia scesa sensibilmente dopo la decisione di vendere Verizon Wireless a febbraio, con una caduta superiore al 30%, lasciando gli azionisti con poche prospettive di crescita. “Chi ha venduto non ha ottenuto risultati così brillanti, nonostante l’ottimo prezzo spuntato – commenta – Gli investitori vogliono essere sicuri che ciò che rimane sia un’azienda che abbia sul mercato buone prestazioni”. E la vendita di T-Mobile Us avrebbe eliminato un terzo dei ricavi di Deutsche Telekom, che si sarebbe tra l’altro privata delle uniche proprie attività in crescita”.

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