PUNTI DI VISTA

Telemedicina, Cosentino: “Centrale il ruolo del centri servizi”

Il vice presidente Cdti di Roma: “La struttura si deve fare carico di governare l’intero ecosistema. Servono competenze adeguate, non solo informatiche”

Pubblicato il 05 Gen 2015

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Le recenti linee d’indirizzo approvate dalla Conferenza Stato – Regioni ed emanate dal Ministero della Salute definiscono la telemedicina una “Modalità di erogazione di servizi di assistenza sanitaria, tramite il ricorso a tecnologie innovative, in particolare alle ICT, in situazioni in cui il professionista della salute e il paziente non si trovano nella stessa località. La Telemedicina comporta la trasmissione sicura di informazioni e dati di carattere medico nella forma di testi, suoni, immagini o altre forme necessarie per la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e il successivo controllo dei pazienti”.

L’organizzazione di un servizio di Telemedicina vede coinvolti come attori principali gli Utenti, il Centro Erogatore e il Centro Servizi. I compiti del Centro Servizi vengono per la prima volta ben descritti all’interno delle suddette linee di indirizzo:

“ Un Centro Servizi è una struttura che ha le funzioni di gestione e manutenzione di un sistema informativo, attraverso il quale il Centro Erogatore svolge la prestazione in Telemedicina”, comporta che il gestore del Centro Servizi deve avere competenze informatiche specialistiche che vanno ben oltre quelle necessarie ad attaccare la spina ed accendere il sistema;

“la installazione e manutenzione nei siti remoti (casa del paziente o siti appositamente predisposti)”, che comporta una presenza professionale e capillare – diretta o indiretta – sul territorio;

“la fornitura, gestione e manutenzione dei mezzi di comunicazione (compresa la gestione dei messaggi di allerta), tra pazienti e medici o altri operatori sanitari”, che rafforza ulteriormente la necessità di avvalersi di un gestore con specifiche competenze specialistiche e presenza sul territorio;

“l’addestramento di pazienti e familiari all’uso degli strumenti”, che evidenzia come la formazione del paziente e i suoi caregiver sia un altro aspetto essenziale, se essi sono più informati e coinvolti e responsabilizzati interagiscono più efficacemente con gli operatori sanitari e si sforzano di intraprendere le azioni che producono risultati di salute.

Appare chiaro come il Centro Servizi si debba fare carico di integrare le singole componenti, gestire e governare l’intero ecosistema composto da protocolli medici e processi clinico assistenziali, piattaforma tecnologica e regole operative, device medicali e applicazioni utente, relazione con i pazienti, caregiver e professionisti della salute. Servono competenze diverse – direi quasi da system integrators – da quelle possedute dai tradizionali fornitori di soluzioni informatiche o di device medicali, spesso focalizzati sulle proprie specifiche offerte (licenze software o forniture hardware piuttosto che apparecchiature medicali). Ma non è sufficiente, pur se necessaria, la sola competenza informatica, dovendo il Gestore in ogni caso attivare e gestire l’insieme dei processi e delle procedure che garantiscono la continuità del percorso e della presa in carico dei pazienti, interagendo con tutti gli attori coinvolti nella gestione della patologia e garantendo le necessarie competenze di tipo amministrativo – per esempio per la corretta fatturazione al SSN – , organizzativo e gestionale.

“La gestione delle informazioni sanitarie tra Centro Erogatore e Utente può avvenire in modo diretto o attraverso un Centro Servizi. Il Centro Servizi non interviene a livello di responsabilità clinica, risponde al centro erogatore per quanto riguarda lo svolgimento efficace di tutti i suoi compiti, in particolare per gli aspetti di integrità e sicurezza delle informazioni sanitarie trasmesse durante le attività di Telemedicina. Come ogni sistema informatico che tratta dati sensibili deve rispondere alle previsioni normative in materia di trattamento dei dai personali”. “Nel caso in cui non sia presente un Centro Servizi, le funzioni del Centro Servizi devono essere assolte dal Centro Erogatore”. Ma, viste le competenze necessarie, è molto probabile che per esempio gli ospedali non se ne vorranno fare carico, anche perché il loro ruolo è ovviamente ben diverso e specifico facendo riferimento alla definizione di Centro Erogatore riportata sempre nelle linee di indirizzo: “Si può trattare di:

· strutture del Servizio Sanitario azionale, autorizzate o accreditate, pubbliche o private,

· operatori del SSN quali medici di medicina generale o pediatri di libera scelta, medici specialisti

che erogano prestazioni sanitarie attraverso una rete di telecomunicazioni.

Il Centro Erogatore riceve le informazioni sanitarie dall’utente e trasmette all’utente gli esiti della prestazione”. Proprio quello visto come compito principale del Centro Servizi: “di minima, esemplificando, il Centro Servizi gestisce le informazioni sanitarie generate dall’Utente, che devono pervenire al Centro Erogatore della prestazione sanitaria, e gli esiti della prestazione che devono essere trasmessi dal Centro Erogatore all’Utente”. Garantendo stringenti Service Level Agreement SLA, che, per essere rispettati, richiedono anche, trattandosi di reti informatiche, la messa in opera di apposite soluzioni di business continuity e disaster recovery. In conclusione gestire un Centro Servizi non è semplice, ma nella filiera delle telemedicina è essenziale, e le varie aziende presenti nel panorama italiano, oltre che europeo, si sono da tempo attrezzate per svolgere al meglio la suddetta serie di attività cosi impegnative, rese ancora più impegnative dal fatto che stiamo parlando di pazienti, spesso fragili, e di qualità e appropriatezza delle cure. Stiamo parlando sempre di prestazione sanitaria, pur se si avvale delle moderne e sempre più diffuse tecnologie.

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