AGENDA DIGITALE

Poggiani ai sindaci: “Nella PA serve più interazione, usate Twitter e Facebook”

Il direttore di Agid: “Dovere delle amministrazioni è dialogare con imprese e cittadini usando ogni canale disponibile. E oggi la comunicazione si consuma soprattutto via social network”

Pubblicato il 09 Feb 2015

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“Sindaci, apritevi ai social network”. L’appello arriva dal direttore generale dell’Agenzia per l’Italia digitale, Alessandra Poggiani che in un’intervista al Mattino di Padova dettaglia le azioni per l’Agenda digitale, definendo il 2020 come orizzonte temporale. “È lì – spiega Poggiani – che si consuma la comunicazione oggi”.

“Io credo sia un preciso dovere dell’amministrazione rapportarsi con i cittadini e le imprese che vogliono usare i servizi. E questo dovere va espletato su tutti i canali che i cittadini usano – puntualizza il dg Prima c’era la posta, il telefono, ci sono gli sportelli dedicati, e ora non mi stupisce che si usino anche i social. Il modo dipende dalla sensibilità e dalla capacità di dialogare. C’è chi lo farà meglio e chi peggio. Ma spero, come già sta avvenendo, che imparino sempre di più a usare strumenti di comunicazione interattivi come i social”.

Poggiani focalizza l’attenzione anche sui tre settori chiave della PA: scuola, sanità e giustizia. “Il primo obiettivo è il fascicolo sanitario elettronico annuncia – In tempi rapidi dovrà essere regolato da un apposito decreto, in corso di emanazione speriamo nelle prossime settimane. In alcune Regioni, come l’Emilia Romagna e la Lombardia, è già presente. Contiamo di raggiungere l’obiettivo entro il 2018. E lo sforzo è renderlo non più diviso da Regione a Regione, ma che abbia scheletro e conformazione omogenea”.

Sul fronte scuola il direttore generale ricorda che Agid lavora “a sostegno del Miur per realizzare quanto già contenuto nel piano nazionale “Scuola digitale”, come le infrastruture, con il wifi che speriamo di portare, a livelli progressivi, nel 100 per cento delle aule nel 2020. Ma scuola digitale non significa solo questo”. Contestualmente si spingerà su pagella e registro elettronico nonché sulle competenze digitali, in linea con quanto previsto dalla Buona Scuola.

Il terzo settore è la giustizia. “Stiamo cercando di supportare il ministero della giustizia nello sforzo titanico per00 il processo civile telematico da estendere poi a quello penale. Dobbiamo fare due cose: adoperarci affinché il processo possa essere informatizzato. Dare accesso ad avvocati, imputati, giudici a tutti gli elementi del processo. E accanto a questo grande tema c’è quello delle infrastrutture di tribunali e sedi giudiziarie. Molto di quello che non riesce ad essere completato riguarda la mancanza di infrastrutture. Non abbiamo infrastrutture di rete e strumentali adeguate in tutti i tribunali”.

Poggiani ricorda anche l’impegno per la banda larga, da portare soprattutto nei piccoli comuni. “Il piano nazionale fissa come obiettivo ultimo quello del 100% a 30 mega e almeno il 50% a 100 mega – puntualizza – Questo richiede uno sforzo di grande pianificazione e di politica dello Stato sugli investimenti per quelle aree che per caratteristiche geografiche e densità di popolazione non permettono investimenti privati. Ma richiede anche uno sforzo dei privati”.

Infine open data e fattura elettronica. Per quanto riguarda i dati aperti Agid, ai sensi del decreto 90 , ha “completato il censimento sulle basi dati di tutte le istituzioni. Hanno risposto in 15mila, una abbondante metà. Per queste sappiamo quali sono le basi dati attuali e possiamo essere più cogenti nel sostenere e sollecitare le amministrazioni. Poi la manutenzione delle basi dati può essere fatta solo dal titolare della base dati. Noi facciamo un’opera di promozione e sostegno nel rispetto delle norme, che ci sono e sono rafforzate. E poi c’è il sito dati.gov.it che sarà pronto ad aprile”.

E sulla e-fattura Poggiani invita i Comuni, obbligati a passare al digitale a partire dal 31 marzo, a fare in fretta. £Come Agenzia abbiamo l’obbligo di aiutarli nella trasformazione, è un processo complesso e stiamo lavorando insieme ad Anci. Il primo di aprile i Comuni passeranno tutti. E l’obbligo di legge sarà rispettato- conclude – Per alcuni mesi, come è avvenuto per le amministrazioni centrali, ci saranno alcune anomalie. Ma come abbiamo sperimentato per i ministeri il sistema andrà a regime”.

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