Poste, Caio alle Regioni: “Includeremo tutti nel passaggio al digitale”

L’ad illustra ai governatori il nuovo piano industriale: “L’evoluzione dei nostri uffici è al servizio del cittadino. La mappa delle chiusure è stata stabilita caso per caso e nel rispetto della legge”

Pubblicato il 19 Feb 2015

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“Una capillare presenza territoriale è elemento fondante del Piano industriale di Poste Italiane, il nostro obiettivo di includere tutti i cittadini nella trasformazione digitale e nel miglioramento continuo della qualità del servizio passa attraverso un’analisi scrupolosa delle esigenze reali del territorio, in piena ottemperanza con il quadro normativo che garantisce il servizio universale”.

Lo ha detto Francesco Caio, amministratore delegato di Poste Italiane, illustrando alla Conferenza delle Regioni il piano industriale dell’azienda e le iniziative per i nuovi servizi ai cittadini. Si è trattato del primo di una serie di incontri con i rappresentanti degli enti locali e delle istituzioni centrali programmati da Caio d’intesa con Governo e AgCom.

Poste Italiane – ha spiegato Caio ai Presidenti delle Regioni – è consapevole del ruolo sociale e di mercato attribuito alla rete degli uffici postali ed è impegnata a garantirne capillarità ed efficienza. Il piano risponde al quadro regolatorio definito dal DM 7 ottobre 2008 e dalla Delibera AgCom 29 giugno 2014 e ha individuato la mappa degli uffici da chiudere o rafforzare attraverso un’analisi caso per caso, a partire dall’esigenza di riallineare l’offerta di servizi alla effettiva domanda dei cittadini. La rimodulazione ha preso in considerazione la presenza di altri uffici nello stesso Comune e la distanza degli uffici postali nei Comuni vicini. Il Piano rispetta inoltre le disposizioni normative che stabiliscono il divieto di chiudere gli uffici postali presidio unico di un Comune, di salvaguardare le aree definite rurali e montani e gli uffici postali presidio unico nelle isole minori. Inoltre vengono rafforzati in termini di risorse e di orari di apertura gli uffici che hanno maggiore richiesta di servizi, dedicati anche a coloro che hanno la necessità di raggiungerli in orari più comodi migliorandone la fruibilità e i tempi d’attesa. Per salvaguardare il principio prioritario della capillarità della rete il piano si è attenuto, tra l’altro, a parametri più restrittivi rispetto ai requisiti di legge”.

L’accesso al servizio universale per tutti i cittadini, spiegano da Poste, sarà assicurato dalla capillare distribuzione della rete sul territorio e anche dal postino telematico, il portalettere munito di un terminale portatile, che riveste un ruolo centrale nelle strategie del recapito e riduce la necessità di dover raggiungere gli uffici per usufruire dei servizi. Il postino telematico fornisce a domicilio i servizi di pagamento dei bollettini, di accettazione della corrispondenza e raccomandate, di consegna pacchi e di ricarica delle carte prepagate telefoniche e Postepay. Già oggi in Italia, spiegano dall’azienda, questo servizio viene offerto sul 94% delle aree di recapito della corrispondenza.

“Questo piano ci ha consentito, tra l’altro – ha proseguito Caio – di trasformare 1.000 lavoratori da part-time a full-time proprio per migliorare la qualità del nostro servizio, e in continuità con questo scopo, il piano di razionalizzazione non comporterà la diminuzione dei livelli occupazionali ma rafforzerà con l’innesto di nuovi colleghi gli uffici che chiedono più qualità, meno attesa, orario d’apertura pomeridiano e più servizi”.

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