Domani al Ministero dello sviluppo economico nuova riunione del tavolo sulla cessione a Jabil dello stabilimento Ericsson di Marcianise. Una eventualità che ha messo in allarme i rappresentanti dei lavoratori, mobilitati per scongiurare un’operazione che a loro avviso porterebbe a dimezzare la forza lavoro nello stabilimento, con la multinazionale svedese che garantirebbe per i prossimi due anni attività che impegnerebbero poso meno della metà dei lavoratori, circa 200 su un totale di 450.
Nei giorni scorsi intanto il ministero ha incontrato sia i vertici di Ericsson sia quelli di Jabil, per fare chiarezza sui piani industriali che hanno condotto alla scelta del passaggio di mano dello stabilimento.
Oggi intanto si è svolto lo sciopero di 8 ore indetto dai sindacati, con la manifestazione che è arrivata sotto alla sede della Regione Campania, dove una delegazione ha incontrato l’assessore al Lavoro Severino Nappi, che ha la delega per la gestione della cabina di regia delle crisi nella Regione. Tra l’altro non risulta che la Regione sia stata coinvolta per l’incontro di domani al Mise. “L’assessore – spiega Roberta Turi, segretario nazionale della Fiom Cgil – ha detto che vedrà i rappresentanti del management delle due aziende mercoledì, e ha manifestato il suo disappunto per la piega che sta prendendo questa vicenda, condividendo le preoccupazioni dei lavoratori”.
I sindacati intanto domani sono determinati a chiedere l’intervento del Governo per scongiurare il passaggio dello stabilimento da Ericsson a Jabil: “Il piano industriale che ci è stato presentato – continua Turi – dice che Ericsson negli anni prossimi investirà meno nei prodotti ottici, e ha intenzione di diminuire negli anni la produzione. Ma gli accordi di giugno erano diversi, e parlavano di investimenti e di attività che Ericsson avrebbe fatto confluire a Marcianise da altri stabilimenti nel mondo. Oggi lo stabilimento di Jabil di Marcianise conta su 500 lavoratori, di cui 160 sono in esubero. Aggiungere a questi esuberi altri esuberi, anche se le due società rimarranno separate, è da nostro punto di vista inaccettabile”:
“La nostra intenzione – conclude Turi – è quella di contestare questo piano industriale, dove non ci sono garanzie per i lavoratori. E ci aspettiamo che anche il ministero e il Governo prenda una posizione netta. Sono previsti pochissimi investimenti e non ci sono certezze sulle attività di ricerca e sviluppo”
Ma in base all’intesa raggiunta tra Ericsson e Jabil lo stabilimento di Marcianise sarebbe destinato a rimanere “un sito fondamentale per il business ottico di Ericsson dal momento che continuerà a fornire i prodotti ottici ai clienti di tutto il mondo. Jabil – spiegavano le due aziende in una nota all’annuncio dell’operazione – si è impegnata a mantenere la propria attività produttiva in Italia ed è convinta che focalizzarsi sullo sviluppo di settori contigui all’Electronic Manufacturing Services (Ems) a maggior valore aggiunto rappresenti la giusta strategia per preservare la sostenibilità dei siti di Marcianise e per aprirsi a nuove opportunità di mercato. Il progetto di outsourcing consentirà a Jabil di ampliare la gamma di prodotti e servizi che attualmente è in grado di offrire, aumentando inoltre la competitività dei prodotti e le competenze”.