STRATEGIE

Brasile, Oi taglia 1.000 dipendenti e rafforza la corporate governance

Aumentati i diritti degli azionisti: l’obiettivo è presentarsi in modo più credibile come potenziale acquirente o anche obiettivo di takeover sul mercato brasiliano delle Tlc

Pubblicato il 01 Apr 2015

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Oi, la telco brasiliana pesantemente indebitata, cerca di imprimere un cambio di marcia all’andamento dei conti aziendali tagliando ulteriormente le sue spese con oltre 1.000 licenziamenti. Oi ha già ridotto del 20% i costi legati al personale come parte del suo piano industriale per il
 2015 concentrato sul risparmio, ha indicato l’azienda di Rio de Janeiro.

Il Cda ha anche approvato delle misure che aumentano i diritti degli azionisti: è stata decisa l’eliminazione della complessa struttura di controllo e viene concessa agli azionisti senza diritto di voto la possibilità di passare ad azioni con diritto di voto.

Questi cambiamenti, volti a migliorare insieme la corporate governance e i risultati 
finanziari, aiuteranno Oi a presentarsi in modo più credibile come potenziale acquirente o anche obiettivo di takeover sul mercato brasiliano delle telecomunicazioni dove è forte la spinta al consoldamento. Oi deve fare i conti con una concorrenza sempre più intensa, che rende difficile attrarre nuovi utenti, mentre la necessità di investire in infrastutture per far leva sulla crescente domanda di dati in mobilità pesa sul bilancio.

Come noto, ad agosto Oi ha incaricato Banco BTG Pactual di studiare la possibilità di acquisire una quota nella partecipata locale di Telecom Italia, Tim Participacoes, e a novembre Telecom Italia, che possiede il 67% di Tim Brasil, ha autorizzato la sua controllata a esplorare la possibilitò di una transazione con Oi. Tuttavia un mese fa Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia, ha messo il freno a qualunque operazione di M&A: “La mia scrivania è già piuttosto piena di cose dalla documentazione del piano e da cose che dobbiamo mettere in atto, per Oi lo spazio non c’è proprio. Se arriva qualcuno che ritiene che Tim Brasil possa avere più valore di quanto noi attribuiamo a una partecipazione strategica, ed è disposto a mettere sul tavolo un valore che non è quello di borsa ci siederemo al tavolo”.

Alla fine del quarto trimestre 2014, Oi aveva un rapporto tra debito netto e Ebitda di 3,45, contro 0,27 di Tim Brasil e 0,30 di Telefonica Brasil, le sue due rivali (dati di Bloomberg).
Sempre secondo Bloomberg, Oi contava 18.295 dipendenti alla fine del 2014.

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