E-HEALTH

Telemedicina, la svolta alle porte

Secondo recenti studi americani sistemi di monitoraggio e consulto a distanza si diffonderanno quest’anno soprattutto tra i pazienti più anziani. Tre i motivi principali: connessioni Internet più veloci, maggiore penetrazione di device mobili e adozione di cartelle cliniche digitali

Pubblicato il 07 Apr 2015

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Siamo in tanti ad operare affinchè si possa avere uno sviluppo significativo della telemedicina nel 2015, convinti come siamo che essa sia una opportunità oltre che una necessità. Ecco perché, pur se si fa riferimento al contesto americano e quindi va preso con tutte le cautele del caso, mi fa piacere riportare quanto ha scritto Skip Fleshman, partner di Asset Management Ventures, in un articolo per Forbes. Egli ha osservato che nel suo lavoro ha trascorso “un sacco di tempo girando per il Paese, chiacchierando con i principali fornitori di servizi sanitari e le assicurazioni sulle loro esigenze tecnologiche. Di gran lunga l’area a cui sono più interessati è la telemedicina”. Secondo Fleshman, Andrew Watson, il Chief Medical Director di Telemedicina presso l’Università di Pittsburgh Medical Center, ha affermato: “La telemedicina si sta muovendo come un fulmine. Siamo in grado di fare molto di più rispetto a prima”. Susan D. Hall of FierceHealthIT, basandosi su quanto riportato nell’articolo di Fleshman, evidenzia quattro ragioni per cui la telemedicina sarà tendenza nel 2015. Vale a dire:

– connessioni Internet più veloci e software avanzati che forniscono una migliore esperienza di chat video che in passato,

– Sempre maggiore diffusione di dispositivi mobili, cosi che le persone possono consultare un medico da qualsiasi luogo,

– L’adozione di cartelle cliniche elettroniche che rende più facile per i medici l’accesso ai dati dei pazienti,

– I pazienti sono ormai adusi con la messaggistica asincrona, che può favorire la gestione del tempo per i medici.

Fleshman ha osservato che in principio si era pensato che la telemedicina, che fa ampio uso della tecnologia, “si rivolgesse soprattutto ai pazienti più giovani, che ci si aspetta di essere in grado di accedere più facilmente ai servizi su Internet, e in realtà lo fa.” Tuttavia, egli sottolinea che “l’area in cui si avrà l’impatto maggiore potrebbe essere con le popolazioni più anziane.” Nel suo rapporto, Fleshman evidenzia che il dottor Steve Ommen, Decano Associato presso il Centro per la Connected Cure presso la Mayo Clinic, prevede che i pazienti anziani adotteranno con entusiasmo le nuove tecnologie. ” Già oggi si osserva una rapida crescita demografica – anche oltre i 60 anni – per gli utenti dei social media. Essi non sono avversi alla tecnologia e apprezzano la grande opportunità della mobilità per contattare un medico. Una soluzione di telemedicina può essere esattamente quello di cui hanno bisogno”, ha detto il dottor Ommen.

Stephanie Ocano di Healthcare Global rileva che la tecnologia svolgerà un ruolo chiave nel favorire il collegamento dei medici con i loro pazienti. “Grazie a start-up come Doctors on Demand, Medicast e Twine Health, ai pazienti è consentito l’accesso diretto ai medici attraverso i loro smartphone. In futuro, i fornitori potranno rilasciare piattaforme sempre più avanzate per collegare i medici con i pazienti“. “Inoltre, queste applicazioni possono essere offerte attraverso i datori di lavoro o compagnie di assicurazione per ridurre i costi o migliorare la qualità delle cure. La Telemedicina ha la capacità di diventare non solo un’opportunità di investimento, ma una tendenza che può migliorare il rapporto medico-paziente”.

Per quanto riguarda il costo, dal momento che le strutture sanitarie sono ora “sempre più pagate per i risultati raggiunti, sono incentivate ​​a fornire assistenza nel modo più efficiente possibile e la telemedicina è anche economicamente più conveniente nella cura della persona”, ha osservato Fleshman”. E, con Medicare e Medicaid che cominciano a sviluppare i consulti da remoto, il rimborso per la telemedicina sta diventando più importante”. Infatti, Richard A. Kimball Jr., ceo di Hexl, concorda, affermando: “L’era della medicina preventiva e del monitoraggio domiciliare è in aumento. La piena integrazione della telemedicina nel nostro sistema sanitario non è lontana, favorita dagli sviluppi della tecnologia insieme ai miglioramenti nei rimborsi”.

“La telemedicina sta diventando un sempre più diffuso approccio per la cura della salute, e un ottimo modo per collegare i medici e le strutture sanitarie con i pazienti. Anche se molte persone non hanno ancora familiarità con la sua applicazione, la comunità medica è profondamente consapevole dei risparmi sui costi e sulla efficacia di fornire un accesso diretto tra il medico e il malato. “Mentre sempre più persone usufruiscono dell’assicurazione sanitaria a causa del Patient Protection e Affordable Care Act, il dibattito su come garantire un maggiore accesso alle cure ad un costo ragionevole diventa sempre più rilevante”, ha scritto Donahue. “Ora, la telemedicina sta emergendo come un elemento cruciale nella fornitura di assistenza, secondo l’American Academy of Family Physicians. La telemedicina permette anche alle persone di avere un maggior controllo dei loro disturbi, che è un modo per i pazienti di “auto-gestire” la loro condizione”. In conclusione, di mio, perché quanto suddetto non dovrebbe essere valido in Italia?

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