OCCUPAZIONE

Almaviva: intesa su solidarietà e mobilità, scongiurati 2500 licenziamenti

Nell’accordo tra azienda e sindacati prevista anche la riallocazione del personale che ha perso le commesse. Incentivi economici per chi sceglie il part time. Per Palermo c’è l’impegno a cercare una nuova sede

Pubblicato il 08 Apr 2015

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Dopo due giorni di trattative è stato sottoscritto l’accordo di solidarietà (25% su base nazionale per 12 mesi) in Almaviva Contact che interesserà tutti i siti produttivi. L’accordo permette ad Almaviva di sciogliere positivamente la riserva per l’acquisizione della commessa Wind e la salvaguardia dell’occupazione del sito di Palermo e Roma in modo particolare. Nei giorni scorsi era stata trovata un’intesa di massima su punti rilevanti come il tema del controllo dei dati del lavoratore, il recupero della produttività e le percentuali dei contratti di solidarietà.

Su Palermo c’è l’impegno di Almaviva a cercare una soluzione insieme alle istituzioni locali per una nuova sede che possa garantire la piena occupazione dell’insediamento produttivo del capoluogo siciliano. L’accordo sarà monitorato a livello territoriale con appositi tavoli che gestiranno la corretta applicazione dell’intesa, salvaguardando il principio del l’equità nella assegnazione della solidarietà individuale. L’accordo prevede inoltre una mobilità volontaria e la ricollocazione dei lavoratori che hanno perso le commesse.

“Elemento fondamentale dell’intesa raggiunta, inoltre, il completamento in tempi brevi di un percorso negoziale volto al rilevante miglioramento dei servizi offerti, sotto il profilo qualitativo e produttivo, attraverso la valorizzazione di tecnologie proprietarie, la corretta analisi dei dati a livello individuale, la realizzazione di un piano di formazione e di riqualificazione delle competenze – spiega una nota di Almaviva Contact – In questa direzione, sarà possibile caratterizzare un’offerta distintiva per qualità, efficienza ed innovazione, capace di competere in un mercato afflitto da gravi fenomeni di delocalizzazione incontrollata e dumping sociale”.

Per Giorgio Serao della segreteria nazionale della Fistel l’accordo rappresenta “il punto di partenza per tentare di rilanciare l’azienda nella difficile situazione di mercato dei call center, dove mancano le regole e le delocalizzazioni, le gare al massimo ribasso e I cambi di appalto rappresentano una malattia cronica del settore a cui il Governo non è riuscito a dare risposte”. Il Sindacato – continua Serao – deve assumersi responsabilità che la politica non è in grado di assumersi per l’incapacità di legiferare in merito alle clausole sociali a tutela dell’industria dei servizi e dei lavoratori. Per Serao “la politica ha fallito e tenta di ostacolare anche il difficile lavoro del Sindacato per accreditarsi come incubatore di consenso speculando sulla precarietà dei lavoratori”.

Per quanto riguarda le previste riduzioni dei full time a sei o quattro ore part time, si realizzeranno solo su base volontaria e con incentivi economici o di altro tipo. Previsto anche il controllo della produttività che potrà essere svolto soltanto dallo stesso lavoratore. “Ci sarà maggiore flessibilità oraria – spiegano isindacati- i ritardi dei lavoratori fino ad un massimo di cinque minuti giornalieri potranno essere recuperati nella stessa giornata lavorativa, inoltre gli stipendi saranno puntuali, il 10 di ogni mese, scongiurato cosi il rischio di rinvii delle scadenze”.

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