CA TECHNOLOGIES

Application economy: la concorrenza si batte sul “time-to market”

Lo studio CA Technologies, effettuato da Oxford Economics, rivela che una maggiore agilità e rapidità di innovazione incidono pesantemente sulle performance aziendali: “Bisogna essere veloci e ascoltare i bisogni dei clienti”

Pubblicato il 11 Giu 2015

software-test-111220164743

Maggiore agilità e un time-to-market più rapido sono i due principali fattori strategici che possono creare un reale vantaggio competitivo nell’application economy. Si tratta dei risultati di uno studio internazionale The Battle for Competitive Advantage in the App Economy, commissionato da CA Technologies, che ha rilevato la necessità di una accelerazione da parte delle aziende che oggi devono competere in quella che viene definita l’economia delle applicazioni.

Secondo gli intervistati, questa trasformazione verso modelli di business e operativi sempre più dipendenti dal software incide in maniera significativa sui tempi decisionali: il 45% la considera già oggi una realtà, mentre il 61% ritiene che si concretizzerà nei prossimi tre anni.

A fronte della crescente dipendenza dal software evidenziata dalle imprese in ogni settore, ridurre i tempi necessari per mettere sul mercato applicazioni di elevata qualità diviene uno degli elementi cruciali per distinguersi dalla concorrenza. Il 43% dei soggetti intervistati ritiene infatti che oggi la trasformazione di ogni realtà aziendale in un’impresa il cui business è fondamentalmente basato sul software costituisca una leva fondamentale ai fini del vantaggio competitivo – percentuale che sale al 78% se si considera un orizzonte temporale di tre anni.

Firmata da Oxford Economics, la ricerca si basa su un sondaggio riguardante la strategia applicativa e il relativo impatto sui risultati aziendali condotto fra top manager di tutto il mondo. I dati emersi mostrano chiaramente che le aziende si stanno adeguando a ritmi sempre più sostenuti alle nuove esigenze dettate dall’economia delle applicazioni, approfittandone per rivisitare i concetti di vantaggio competitivo e differenziazione.

“È incoraggiante vedere che le organizzazioni europee sono avanti nell’adozione e nella comprensione delle potenzialità dell’Application Economy,” ha dichiarato Marco Comastri, General Manager e President Emea di CA Technologies.

Secondo i risultati a livello mondiale, la crescente dipendenza dal software ha effetti positivi anche sulla quota di mercato (47%), sullo sviluppo di nuovi prodotti e servizi (42%) e sui risultati finanziari (36%) — tutte tendenze date in accelerazione dai manager intervistati.

Oltre la metà dei soggetti intervistati (51%) afferma di aver investito in nuove forme di software (mobile app, software gestito tramite API, ecc.) negli ultimi tre anni, mentre una percentuale di poco inferiore dichiara di aver intenzione di aumentare il livello degli investimenti nel corso dei prossimi tre anni. Il 54% sta elaborando nuove strategie di interazione con i clienti. A testimonianza del ruolo strategico attribuito al software, il 49% del campione interpellato sta riportando in azienda gran parte dello sviluppo software e il 47% sta considerando o ha già in progetto una strategia di M&A per potenziare le capacità di sviluppo applicativo

“Per un’azienda non è più sufficiente avere prodotti o servizi di qualità superiore. Al giorno d’oggi, il successo dipende dalla capacità di offrire una customer experience migliore,” ha dichiarato Otto Berkes, Chief Technology Officer di CA Technologies. “La trasformazione digitale in atto nelle aziende impone la necessità di far leva sulla customer experience ─ elemento chiave di differenziazione nell’odierna Application Economy”.

Nonostante la trasformazione in atto abbia già raggiunto livelli elevati, il picco non è ancora stato toccato. I risultati di questa indagine sembrerebbero infatti indicare che i cambiamenti più consistenti siano ancora da venire. Sulla base delle informazioni emerse dalla ricerca, sono stati individuati sette punti che rappresentano le “regole di ingaggio” da osservare per assicurarsi un vantaggio sulla concorrenza:

1. Essere pronti ad andare contro corrente – Quando un cambiamento organizzativo si rende inevitabile, è ammesso anche qualche strappo alle regole. E il cambiamento è in corso, a grande velocità. Quasi la metà degli intervistati ritiene che un maggiore orientamento all’utilizzo di software accorci i tempi decisionali, mentre un altro 37% ne riconosce il profondo impatto sull’operatività interna.

2. Trarre il massimo valore dai dati – I manager interpellati ritengono che le loro capacità di direct marketing siano efficaci (il 59% le definisce addirittura ‘molto efficaci’ o ‘estremamente efficaci’), ma solo pochi (il 22% del campione) dichiarano di riuscire a tracciare tutte le informazioni necessarie – quali ad esempio le preferenze dei clienti.

3. Imparare ad ascoltare – Saper utilizzare i social media è fondamentale per interagire con i clienti e i partner commerciali. Più del 40% dei soggetti intervistati la ritiene una capacità imprescindibile in questo nuovo scenario. È tuttavia importante ricordare che questi strumenti non rappresentano solamente nuovi modi di diffondere le informazioni, ma sono anche molto utili per raccogliere notizie che esulano dal pubblico dominio.

4. Custodire gelosamente i dati con la consapevolezza di ciò che si sta proteggendo – La tutela dei dati dei clienti è una regola fondamentale, tanto che le aziende stanno investendo in budget più generosi e nell’acquisto di strumenti nuovi per assolvere a tale obbligo. Il 60% dei manager intervistati ha risposto di spendere sempre di più nella sicurezza dei dati dei clienti. Una percentuale ancora maggiore investe nella protezione delle informazioni aziendali interne.

5. Innovare la collaborazione – Nell’economia delle applicazioni le vecchie barriere all’interno dell’organizzazione aziendale non sono più ammissibili. Quasi la metà degli intervistati ha risposto che la collaborazione fra top manager della sicurezza e responsabili delle funzioni di business possono creare nuove opportunità commerciali.

6. Dare ai clienti ciò che vogliono – I clienti si aspettano modalità di interazione rapide e intuitive. Non tollereranno fuori servizio, perdite di dati o tempi di scaricamento del software superiori a qualche secondo. Alla luce dell’aumento dei ricavi derivanti dalle nuove forme di interazione con i clienti previsto per i prossimi tre anni, rispondere alle crescenti aspettative è una necessità esistenziale.

7. Ricordare che cultura e strategia aziendale non sempre vanno di pari passo – La resistenza al cambiamento all’interno dell’azienda è un fenomeno frequente. Quasi il 40% dei manager interpellati ha spiegato che il principale impedimento all’acquisizione di nuove competenze nello sviluppo software e applicativo è spesso rappresentato da una cultura aziendale che rema contro.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati