Telecomunicazioni e intelligence nella Grande Guerra

La nascita delle intercettazioni e i primi codebreaker italiani al centro del convegno cui partecipano storici ed esperti. A Palazzo Piacentini a Roma

Pubblicato il 18 Giu 2015

Telefono e telegrafo alla base delle prime intercettazioni. Si tiene un convegno dedicato a “Telecomunicazioni e intelligence nella Grande Guerra” a Roma, a Palazzo Piacentini (via Molise 2), il 19 giugno dalle 9,15 alle 13,30 organizzato da Polo culturale del Mise e Museo storico della comunicazione con il supporto del Quadrato della Radio.

Nell’atrio monumentale del Palazzo si tiene l’esposizione di beni museali e bibliotecari sul tema.

PROGRAMMA

Introduce Gilda Gallerati – Polo Culturale del MISE

Andrea Penza – Indirizzo di saluto del Presidente dell’AICT

Stefano Ciccotti – Indirizzo di saluto del Presidente del Quadrato della Radio

Mariano Gabriele – Introduzione ai temi del Convegno

Cosmo Colavito – Intercettazioni e codici al fronte terrestre

Basilio Di Martino – L’Aviazione italiana e le comunicazioni terra – bordo – terra

Giuliano Manzari – Il colpo di Zurigo

Angelo Piermattei , Emilio Simonazzi La comunicazione postale nella I° guerra mondiale (AFI)

Gabriele Falciasecca, Barbara Valotti – Il contributo di Guglielmo Marconi

13.30 Light lunch offerto dall’AICT

La Grande Guerra vede un travolgente e, in parte imprevisto, sviluppo di mezzi di comunicazione, relativamente nuovi per i militari, come telefoni e radio telegrafi.

Contemporaneamente si afferma una nuova forma di “intelligence” che affianca quella classica basata sull’impiego delle risorse umane (spie, confidenti, fiduciari, disertori, ecc.) e impiega, come arma principale, l’intercettazione e la decrittazione dei dispacci nemici trasmessi per mezzo del telefono e del telegrafo.

Si scatena così una guerra tra codebreakers (violatori di codici) parallela a quella combattuta sui campi di battaglia e, a differenza di quest’ultima, non violenta ma capace, se vinta, di salvare numerose vite umane, ma anche di imporre al nemico un doloroso tributo di perdite.

Da parte italiana, oltre alla preziosa opera di Guglielmo Marconi che, prima come ufficiale del Genio e poi della Marina, contribuisce a migliorare le prestazioni delle comunicazioni radio militari, non si può non ricordare l’ufficiale del Genio Luigi Sacco a lui vicino e divenuto uno dei più abili decrittatori a livello mondiale.

Pertanto, attraverso la relazione tra tecnologia, scienza e relazioni interpersonali sarà possibile approfondire la storia delle telecomunicazioni, della crittografia e dell’intelligence italiane nella Grande Guerra e l’importanza non trascurabile che queste ebbero nel fronteggiare e vincere un nemico determinatissimo e ben preparato.

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