La relazione Agcom sullo stato del settore delle telecomunicazioni in Italia mostra che nonostante continui il calo di fatturato, crescono sensibilmente gli investimenti degli operatori. Ci pare un buon segnale. Non è chiaro se, come e quando arriveranno le misure del governo a supporto del piano ultrabroadband dopo l’abbandono della via del decreto legge, ma non vi è dubbio che dal mercato arrivino importanti segnali di inversione di tendenza.
Speriamo che nei prossimi mesi questi segnali siano rafforzati perché l’Italia ha bisogno di più slancio. Le infrastrutture sono un punto decisivo, ma non l’unico.
A inizio luglio l’Ocse ha reso note le sue ultime rilevazioni sul digital government. L’Italia è penultima in classifica quanto a interazioni online tra cittadini e siti della pubblica amministrazione. Potrebbe anche trattarsi di una graduatoria troppo ingenerosa con noi e facciamo probabilmente meglio non soltanto del Cile, unico dietro a noi. Però, sia come sia la classifica reale, nel 2014 solo il 20% degli italiani – dice l’Ocse – ha usato il web per chiedere informazioni o formulari (che è ancora un approccio unidirezionale) ed appena l’11% per inviare formulari compilati. Indipendentemente dalle classifiche, così non va.
E’ chiaro che ci vuole una rapida scossa. Che deve venire innanzitutto dalla Pubblica Amministrazione. È importante premere l’acceleratore delle reti, ma è altrettanto necessario (forse di più) spingere con decisione all’uso del digitale. Anche a costo di forzare i tempi con switch-off obbligati. Il successo dell’esperienza della fatturazione elettronica lo dimostra. Non si tratta di inventarsi nulla, ma di realizzare effettivamente quell’ecosistema digitale pubblico, citizen friendly, di cui hanno parlato Paolo Barberis e Antonio Samaritani in occasione della presentazione del Rapporto Assinform.
Per il raggiungimento dei risultati è fondamentale l’effettivo funzionamento di Italia Login. Ma, soprattutto, è decisivo che dietro la facciata del portale unico ci siano servizi e amministrazioni (locali e centrali) capaci di dialogare con i cittadini e fornire loro i servizi su Internet. Detto in altre parole, un rivoluzionario cambio di mentalità e di organizzazione, oltre che di tecnologie. Anche forzando la mano con i frenatori, se necessario.