Marketing digitale, contratti “bestia nera” dei consumatori

In un articolo pubblicato su Affari & Finanza Antonio Nicita, commissario Agcom elenca le insidie, legate all’innovazione dei servizi: “Serve tutelare di più l’utente. La soluzione? Un click anche per recedere dai contratti”

Pubblicato il 14 Set 2015

nicita-150714090706

I continui fenomeni di innovazione digitale – che riguardano innanzitutto il settore delle comunicazioni elettroniche, fisse e mobili – generano effetti complessi sulla tutela dei consumatori sui quali occorre riflettere. Da un lato, l’innovazione digitale incrementa le tutele migliorando la trasparenza informativa, permettendo il monitoraggio istantaneo, ampliando le opzioni di scelta, velocizzando i tempi di segnalazione e risoluzione dei problemi e così via.

Dall’altro, essa modifica l’oggetto dei contratti, la qualità delle prestazioni, la numerosità e la varietà dei servizi, e , di converso, il costo degli stessi. Nei contratti di durata questi due aspetti possono arrivare persino a confliggere.

L’innovazione dei servizi infatti ha un costo e non sempre i consumatori sono disposti a pagarne il prezzo prima di averne misurato la portata. Capita cosi che molti servizi innovativi, in quanto ‘beni esperienza’ siano inizialmente oggetto di promozioni gratuite o scontate e solo successivamente prezzate.

Ma quando ciò accade si apre il campo delle cosiddette variazioni contrattuali se non addirittura a nuovi contratti se le modifiche anche qualitative sono significative.

Il problema che si pone è allora quali e quante tutele dare al consumatore. Se per far variare prezzi o altre condizioni contrattuali occorre un esplicito ‘si’, il rischio è che molti consumatori inerti o persino sospettosi di truffe finirebbero per non cambiare le attuali condizioni e non fare nuove esperienze, anche a rischio di perdere rilevanti benefici. Se al contrario, l’operatore può modificare le condizioni lasciando solo l’opzione di recesso, il rischio è che l’inerzia del consumatore lo induca a pagare servizi non richiesti e che non desidera.

Il guaio è che in entrambi i casi si realizzerebbe una relazione sbagliata tra tutela del consumo e incentivi all’innovazione.

Una strada percorribile è allora quella di caratterizzare la relazione consumatore-impresa come una relazione dinamica e con contratti che governino anche le regole con le quali gestire il cambiamento.

Ad esempio, i contraenti potrebbero indicare alcune soglie percentuali massime di variazione di parametri fondamentali del contratto, al di là delle quali scatti la necessità di ottenerne il consenso rispetto alle variazioni apportate. Un’altra regola potrebbe prevedere meccanismi simmetrici di entrata e di uscita da un contratto. Se basta un clic per aderire, lo stesso deve essere sufficiente per recedere.

Un’altra regola (most favoured customer rule) potrebbe prevedere di esser subito trasferiti a offerte migliorative dati i propri profili di consumo o quantomeno di esserne informati. Queste semplici regole necessitano di una informazione semplificata, accessibile ed immediata.

Così, se si riceve sul proprio smartphone un messaggio che informa di una variazione contrattuale, perché dover cercare ulteriori informazioni su una pagina web? Quel messaggio dovrebbe permettere di fare una scelta selezionando un’opzione o offrire un link di collegamento diretto. Oppure di confermare o meno una proposta rispondendo ‘si’ o ‘no’ e magari ricevendo un messaggio di conferma.

E tutte queste modalità potrebbero essere esse stesse oggetto di un contratto iniziale che disciplini anche le opzioni di scelta futura, responsabilizzando consumatore e imprese.

Il consumatore non va lasciato solo, quando dopo la sottoscrizione di un contratto si trovi di fronte ad un mondo che non era stato capace di valutare in prima istanza. Ma al tempo stesso il consumatore va lasciato libero di scegliere, di conoscere e di conoscersi, di fare esperienza, di fare errori.

Questa sembra oggi la nuova frontiera della tutela del consumo: incoraggiare regole flessibili che permettano di governare le dinamiche innovative dal lato dell’offerta. Perché è vero che tutele rigide sacrificano la libertà di scelta in favore della massima protezione. Ma è anche vero che consumatori senza libertà finiscono per privarsi anche dei benefici dell’innovazione.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati