IL TAVOLO AL MISE

Call center, affondo dei sindacati: “Dal governo nessuna volontà di risolvere la crisi”

Serao (Fistel Cisl): “Nessuna apertura da esecutivo e associazioni datoriali sulle norme per le gare al massimo ribasso e clausola sociale”. Ugliarolo (Uilcom): “Bisogna intervenire subito”

Pubblicato il 24 Set 2015

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“Ieri abbiamo ancora una volta preso atto che non c’è nessuna volontà politica e negoziale per regolamentare il mercato dei call center”. Lo afferma in una nota Giorgio Serao, della segreteria Fistel Cisl, al termine della riunione al Mise con i rappresentanti del Governo, delle aziende committenti e delle associazioni datoriali.

“Il Governo esclude vie legislative per garantire l’occupazione nei cambi di appalto e per regolamentare le gare al massimo ribasso – prosegue Serao – Committenti, Associazioni datoriali escludono clausole di garanzia per via contrattuale. Inoltre il Governo ha fatto dietrofront sulle sanzioni per la violazione dell’art. 24 bis per le aziende che delocalizzano violando la legge”.

“Per la Fistel Cisl – prosegue il sindacalista – bisogna regolamentare le gare tenendo conto dei minimi contrattuali, unica certezza che la gara viene assegnata tenendo conto del costi del lavoro e il mantenimento dei diritti, ogni altra soluzione è assolutamente liquida, inutile. Per i cambi di appalto serve una norma chiara sia per la tutela occupazionale e sia per gli incentivi alla nuova occupazione, che in questo settore, soggetto ad una altissima frequenza di cambi di appalto diventano un elemento di dumping”.

“Restiamo in attesa di un ulteriore incontro plenario con committenti – conclude Serao – associazioni datoriali, outsourcig per ribadire ancora una volta che i call center o si trattano come industria vera di questo paese o il destino di migliaia di giovani è segnato dalla perdita del lavoro”.

Anche per Salvo Ugliarolo, segretario generale della Uilcom, “è arrivata l’ora che il governo metta mano al settore. Bisogna intervenire con regole chiare certe per arginare il fenomeno delle delocalizzazioni, per ridefinire la struttura dei costi per l’impresa e per eliminare la piaga delle gare al massimo ribasso”

Ieri a margine dell’incontro al ministero anche l’Ugl aveva preso posizione: “’Riteniamo fondamentale una formazione certificata per tutti gli addetti ai call center – aveva commentato Antonio Vitti, coordinatore nazionale Ugl Telecomunicazioni – ai fini del riconoscimento della professionalità acquisita”. ”I rappresentanti del Mise – spiega ancora Vitti – hanno illustrato gli esiti dei vari incontri avuti con le principali aziende del settore e con i fornitori, evidenziando che, per quanto riguarda le tematiche legate alle clausole sociali di salvaguardia occupazionale nei cambi d’appalto, vi è stata una divisione di valutazione fra i vari fornitori. A tal proposito, a giorni il ministero consegnerà alle organizzazioni sindacali che hanno partecipato al tavolo una relazione dettagliata”.

Per Michele Azzola, segretario nazionale Slc – Cgil, la clausola sociale che tutela i posti di lavoro è “l’unico strumento per salvaguardare occupazione e anche investimenti delle aziende”

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