AFFAIRE TELECOM ITALIA

“Nessuna ostilità” dice Macron, ministro francese dell’Economia

Un plauso allo “spirito di conquista dei nostri imprenditori. Nessuno del governo italiano mi ha chiamato. Ma si tratta di affari fra privati”

Pubblicato il 31 Ott 2015

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Parigi plaude allo “spirito di conquista degli imprenditori francesi”. Anche se negli ultimi investimenti di Xavier Niel in Telecom Italia “non vede nessun carattere ostile”. Mentre i principali commentatori sembrano escludere un patto con Vincent Bollorè per l’eventuale scalata. Rispondendo ai cronisti a margine di un incontro con gli operatori francesi delle Tlc, il ministro dell’Economia, Emmanuel Macron si è rallegrato per “il dinamismo degli imprenditori francesi e il loro spirito di conquista”. “È un bene per il Paese”, ha aggiunto il giovane responsabile del governo Hollande escludendo ipotetiche ostilità: “Capisco che sono aumenti di capitale. In questo momento non ne vedo il carattere ostile, in ogni caso non è stato annunciato come tale”. Il ministro ha poi detto di non voler commentare “le scelte di imprenditori privati”.

Alla domanda se fosse stato contattato dal governo italiano, Macron ha risposto: “No, su questo tema il mio omologo italiano non mi ha telefonato. Non si tratta di compagnie pubbliche, ma di investitori privati – ha ribadito – Quando un imprenditore privato investe in Francia raramente chiamo i miei omologhi stranieri”. Intanto, all’indomani della mossa a sorpresa del giovane tycoon parigino, la stampa parigina sembra escludere una sua ipotetica alleanza con Bollorè per una eventuale scalata a Telecom. Sul dossier – assicura il Figaro – i due “non possono unire le forze (…) Ogni mossa comune gli obbligherebbe ad un’Opa su tutto il resto del capitale, un investimento di oltre 18 miliardi di euro”. “Uno scenario poco probabile”, taglia corto il giornale.

E tuttavia l’irruzione di Xavier Niel nei business italiani di Vincent Bollorè “indurrà probabilmente” quest’ultimo – già primo azionista con il 20,03% – ad una contromossa. “Oltre a un aumento della sua partecipazione fino alla soglia del 25% – ipotizza Le FigaroBollorè potrebbe decidere di accelerare i suoi piani e chiedere rapidamente una presenza nel Cda”. Mentre Niel, che contrariamente all’industriale bretone ha ‘fatto shopping’ per proprio conto e non a nome del gruppo di cui è principale azionista (Iliad), “non ha grandi margini di manovra. Agendo a titolo personale non può investire tutto il suo patrimonio in Telecom”.

Anche il quotidiano Le Monde, di cui Niel è coproprietario, sembra esserne convinto, proprio a causa dell’obbligo di lanciare un’Opa. Quanto agli italiani, commenta Le Monde, “benché sospettosi”, sono stati “molto accoglienti: non hanno colto l’arroganza francese di considerarli come il cortile di servizio dei loro giochi capitalistici”.

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