Telecom converte le azioni di risparmio, mossa anti-scalata e per fare cassa

La decisione presa dal Cda. Diluite le quote di Vivendi e Niel. Convocata l’assemblea straordinaria il 15 dicembre per deliberare l’operazione di conversione. Il 17 dicembre assemblea speciale degli azionisti di risparmio

Pubblicato il 05 Nov 2015

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Il Cda di Telecom Italia ha deliberato di sottoporre all’assemblea dei soci, convocata a metà dicembre, una proposta di conversione facoltativa e obbligatoria delle azioni di risparmio in azioni ordinarie. La proposta prevede l’attribuzione ai possessori di azioni di risparmio della facoltà di convertire le azioni di risparmio detenute in azioni ordinarie Telecom Italia, sulla base di un rapporto di conversione pari a 1 azione ordinaria per ciascuna risparmio detenuta, con pagamento di un conguaglio di 9,5 centesimi di euro per ciascuna azione. La conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in circolazione scatta al termine del periodo per l’esercizio della conversione facoltativa in azioni ordinarie Telecom Italia, sulla base di un rapporto di conversione pari a 0,87 azione ordinaria per ciascuna azione di risparmio, senza pagamento di alcun conguaglio e senza riduzione del capitale sociale.

Telecom prevede che l’operazione di conversione avrà efficacia in data antecedente alla distribuzione del dividendo 2015 e “di ciò si è tenuto conto nella determinazione della misura del conguaglio per la conversione facoltativa e della misura del rapporto di conversione per la conversione obbligatoria”.

Pertanto, spiega la nota del gruppo diffusa al termine della riunione del Cda durata più di otto ore, le azioni di risparmio non beneficeranno per l’esercizio 2015 dei privilegi patrimoniali oggi previsti in statuto. I termini proposti, definiti con il supporto consulenziale di Citi ed Equita, incorporano un premio implicito più elevato per coloro che opteranno per la conversione facoltativa rispetto a quello previsto per la conversione obbligatoria in quanto la società, spiega la nota, intende incentivare quei possessori di azioni di risparmio che decideranno di incrementare il proprio investimento nella società.

La conversione è finalizzata alla semplificazione della struttura del capitale e all‘incremento della liquidità e del livello di flottante delle azioni ordinarie. Per effetto del contributo in denaro che verrebbe corrisposto a titolo di conguaglio dai possessori di azioni di risparmio che decideranno di aderire alla facoltativa, potrà essere altresì conseguito un rafforzamento della struttura patrimoniale della Società, ed il relativo incasso contribuirà alla copertura del piano di investimenti innovativi, sia su rete fissa che su rete mobile, di Telecom Italia.

L’operazione varata oggi diluirà anche le posizioni degli azionisti francesi, Vivendi oggi oltre il 20% e Xavier Niel al 15,1% del capitale, ostacolando eventuali tentativi di scalata. Gli azionisti di risparmio che non concorrano all’approvazione della conversione obbligatoria avranno diritto di recesso. Il valore di liquidazione è stato determinato dal Cda in 0,9241 euro per azione.

La conversione obbligatoria, spiega ancora la nota di Telecom Italia, è subordinata alla circostanza per cui il complessivo valore di liquidazione delle azioni per le quali sia esercitato il diritto di recesso da parte dei possessori delle azioni di risparmio non ecceda 100 milioni di euro, fatti in ogni caso salvi i risultati della facoltativa. “Detta condizione è posta nell’esclusivo interesse della società la quale avrà, pertanto, facoltà di rinunciarvi”. In caso di superamento della suddetta soglia, senza che la società rinunci alla citata condizione, si intenderanno comunque accettate tutte le azioni di risparmio debitamente conferite in facoltativa. Il Cda di Telecom ha quindi convocato l’assemblea straordinaria in unica convocazione per il 15 dicembre prossimo, al fine di deliberare l’operazione di conversione, e l’assemblea speciale degli azionisti di risparmio per il 17 dicembre.

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