Telecom, Asati: “Contrapposizioni evitabili, ora serve giubileo dell’unione”

Il presidente dei piccoli azionisti Lombardi durante l’assemblea: “Dobbiamo decidere su un’operazione che creerebbe valore per la società, ma che rischia di essere respinta. No a una guerra interna che potrebbe avere effetti disastrosi”

Pubblicato il 15 Dic 2015

“Oggi ci troviamo a decidere su un’operazione che certamente creerebbe valore per la società, ma che per come è stato gestito il cda dello scorso 5 novembre rischia di essere respinta”. Esordisce così Franco Lombardi, intervenendo nell’assemblea di Telecom Italia a nome dei piccoli azionisti di Asati sulle prospettive relative alla nuova governance della telco e alla conversione delle azioni risparmio.

“Benvenuti a bordo, purtroppo, in un mare in tempesta – ha affermato Lombardi -. Circa le criticità sollevate da Vivendi sulla correttezza della decisione assunta dal cda di convertire le azioni risparmio in ordinarie abbiamo anticipato Vivendi denunciando alla Consob alcuni aspetti preoccupanti”.

Telecom deve trovare, dopo 15 anni di gestioni disastrose, una pace duratura con gli altri operatori, con il Governo, la classe politica ancora oggi ostile, con le Istituzioni Agcom e Antitrust”, ha spiegato il presidente dell’associazione, auspicando che l’assise in corso serva per dare vita al “giubileo dell’unione”.

Ma anche per evitare la “contrapposizione tra chi vuole prendere le redini del comando e ne ha parziale diritto anche se non assoluto, e chi invece in maniera grottesca non vuole lasciare il potere anche se non ne avrebbe più nessun diritto perché non è più azionista”.

I consiglieri eletti nella lista di Telco, ha aggiunto Lombardi, “avrebbero in parte potuto fare un passo in dietro ed evitare questa guerra che porterà se non neutralizzata sul nascere effetti disastrosi”.

Durante il suo intervento il presidente di Asati ha toccato il tema del finanziamento pubblico delle reti a banda larga, ribadendo la proposta avanzata dai piccoli azionisti, ossia la promozione di “più efficaci sinergie tra il pubblico e il privato attraverso l’entrata di Cassa Depositi e Prestiti nel capitale di Telecom Italia, con una percentuale almeno del 10%”.

Secondo Lombardi questo servirebbe “non solo ad accelerare sui progetti” della Rete veloce, ma anche a “vigilare su potenziali speculazioni finanziarie, attribuendo a CdP un ruolo di garanzia”. Il rappresentate dei piccoli azionisti ha infine sottolineato anche la necessità di valutare una riapertura del dialogo con Metroweb.

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