LAVORO

Smart working, Asstel: “Anche le leggi siano smart”

L’associazione accoglie con favore l’impegno del governo, ma auspica che la nuova normativa non ingabbi la flessibilità. Il dg Di Raimondo: “Ci aspettiamo un sostegno normativo intelligente, capace di supportare lo sviluppo dell’innovazione”

Pubblicato il 29 Gen 2016

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Non ingabbiare lo smart working in regole che stravolgano la flessibilità. L’appello arriva da Asstel all’indomani dell’approvazione della delega al governo sul lavoro agile.

“Accogliamo positivamente il fatto che il Governo, con il provvedimento approvato ieri sul “lavoro agile”, si occupi di Smart Working. Si tratta di un passaggio normativo atteso da tempo dal settore delle Telecomunicazioni, le cui aziende sono state fra le prime in Italia ad avviare sperimentazioni sul campo, che già coinvolgono migliaia di lavoratori con riscontri molto positivi – evidenzia Laura Di Raimondo, direttore di Assotelecomunicazioni-Asstel (nella foto) – Per questo è importante che la nuova normativa, che per ora conosciamo solo nella sua enunciazione di principi, sia in grado di favorire l’utilizzo di queste nuove modalità di lavoro senza ingabbiarle con regole che stravolgano i valori di flessibilità su cui si basa il loro successo nelle aziende dove già sono una realtà”.

Lo smart working si può definire come una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare in ambito lavorativo, a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. “Per queste sue caratteristiche – sottolinea Di Raimondo – è uno stile di lavoro più in linea con le aspettative delle nuove generazioni dei nativi digitali. Dal suo sviluppo ne deriveranno maggiori opportunità per l’inserimento nel mondo di lavoro di quelle categorie di potenziali lavoratori che oggi sono più in difficoltà, dai giovani alle donne, dagli anziani attivi alle persone diversamente abili”.

“Nel portare avanti i progetti di Smart Working, le nostre aziende hanno dovuto finora affrontare una serie di difficoltà rappresentate dalla normativa vigente, incapace di accogliere questo innovativo modo di lavorare – conclude il direttore di Asstel – Dalla nuova legge, quindi, ci aspettiamo un sostegno normativo intelligente, ovvero capace di supportare lo sviluppo dell’innovazione valorizzando quanto è già stato fatto e chiarendo una serie di temi, primo fra tutti quello legato alla sicurezza dei lavoratori”.

Nel dettaglio la delega approvata dal Cdm stabilisce che:

  • il lavoratore che presta l’attività di lavoro subordinato in modalità agile ha diritto di ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda;
  • gli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato, siano applicati anche quando l’attività lavorativa sia prestata in modalità di lavoro agile;
  • il datore di lavoro garantisce al lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile il rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza.

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