«Con il Freedom Information Act l’Italia si metterà finalmente al passo con i Paesi più avanzati in tema di trasparenza». Ne è convinto Ernesto Carbone, deputato PD e responsabile PA e Innovazione del partito.
I decreti al ddl Madia approvati dal Cdm introducono una sorta di Freedom Information Act anche in Italia. Sarà veramente rivoluzione trasparenza a suo avviso?
A mio avviso sì. Consultare un documento e averne accesso prima richiedeva un enorme perdita di tempo: richieste da inoltrare, motivazioni da dare. Oggi l’amministrazione rende finalmente disponibile a chiunque lo richieda gli atti in suo possesso. Si svela, si mostra senza farsi desiderare. Si rende finalmente un servizio ai cittadini che di quei documenti hanno bisogno. Un atto rivoluzionario che accorcia i tempi burocratici per l’accesso , che rende finalmente anche l’Italia un paese competitivo e al passo con l’Europa.
Ma l’amministrazione italiana è pronta ad aprirsi ai cittadini?
Adesso la pubblica amministrazione si mette davvero a servizio dei cittadini. È quella casa di vetro tanto sbandierata altrove e costruita mattone per mattone da questo governo. In tutta onestà, considerando da dove si è partiti – ossia dal deserto della trasparenza – i passi avanti conquistati sono notevoli. Poi come tutte le cose, anche questa, sarà di certo migliorabile. Ma il passo in avanti compiuto da questo governo ha impresso un’accelerazione non indifferente al processo di trasformazione che oggi caratterizza tutta la riforma della PA, riforma che oggi e solo oggi, finalmente, può vantare all’interno del suo programma il Foia.
Da più parti si sono sollevate critiche al decreto. Si punta il dito contro la mancanza di gratuità dell’accesso, di adeguate sanzioni in caso di accesso negato e anche contro l’esistenza di eccezioni chiare e tassative. Lei che idea si è fatto?
L’accesso è gratuito salvo rimborso dei costi effettivi. E comunque l’accesso agli atti costa sempre di gran lunga meno – e non solo in termini temporali- di prima. Nessuna marca da bollo, nessuna domanda scritta da protocollare. Certo, se domani voglio avere tutta l’anagrafe del mio Comune a casa mia dovrò sostenere il costo delle fotocopie, ma definire questo mancanza di gratuità è francamente un’obiezione pretestuosa. Man mano che tutti gli atti verranno informatizzati anche i costi verranno abbattuti.
Il decreto passerà al vaglio delle commissioni competenti. Lì ci potranno essere margini di manovra?
Le commissioni daranno pareri che, ricordiamo, non saranno vincolanti. I decreti così come sono stati concepiti cambieranno davvero in meglio il volto della pubblica amministrazione. Non credo che sia necessario apportare ulteriori modifiche . Ma si tratta comunque di scelte del Governo: la valutazioni finali spetta a lui.- Si ritiene soddisfatto del lavoro svolto da Renzi e Madia, dunque.
Possiamo finalmente rivendicare l’argine che abbiamo costituito nell’ambito di assegnazioni appalti e subappalti con cui era difficile fare i conti in materia di anticorruzione. Siamo fieri di poter finalmente tutelare la parte operativa e buona dell’amministrazione, i suoi dipendenti, avendo promosso un decreto che finalmente mette immediatamente alla porta i furbetti del cartellino. E poi abbiamo dato finalmente risposte a tutti quelli che attendevano un sì o un no certo dalla pubblica amministrazione. E finalmente si puó procedere a lavorare, tutti assieme e più in fretta, per rendere ancora più grande grande la nostra Italia.