“Poste Italiane trovi subito una soluzione per i 400 lavoratori del Gruppo Gepin Contact che vogliono continuare a lavorare”. E’ l’appello della Uilcom dopo che Poste Italiane ha aggiudicato la gara dei servizi di customer care “al massimo ribasso”.
“Sono 400 persone – spiega Fabio G. Gozzo, Segretario Nazionale Uilcom – che da 12 anni lavorano per Poste Italiane, a Roma e a Napoli/Casavatore, né più né meno che alla stregua di suoi dipendenti, sono le operatrici e gli operatori che rispondono al telefono quando si chiama il Call Center di Poste e risolvono i problemi dei clienti dell’azienda e dei cittadini. Ora queste persone stanno per restare senza lavoro, dopo una gara per lotti indetta da Poste con prezzi di aggiudicazione inferiori ai costi previsti dai Contratti nazionali di lavoro di riferimento”.
“Da molte settimane abbiamo sollevato il problema anche presso la Presidenza del Consiglio, finora inascoltati, il meccanismo delle gare al massimo indette da aziende pubbliche mette a rischio ben 8000 posti di lavoro – conclude il sindacalista – L’11 marzo scenderemo in piazza a Roma con una manifestazione nazionale di tutti i call center in outsourcing per far sentire ancora una volta la nostra voce. Poste Italiane applichi le norme di Legge e la Clausola Sociale prevista nel recente D.Lgs. sugli Appalti approvato a gennaio dal Parlamento e ricollochi subito le 400 lavoratrici e lavoratori di Gepin Contact”.
Oggi i dipendenti di Gepin Contact sono scesi in piazza sia a Roma che a Napoli in difesa del loro posto di lavoro; le manifestazioni si sono svolte davanti alle sedi di Poste Italiane.
“Ricevuti da una delegazione d Poste Italiane i rappresentanti dei lavoratori hanno sottolineato la necessità di una rivisitazione della gara d’appalto che consenta la partecipazione con criteri che rispettino il contratto collettivo delle telecomunicazioni – annuncia Luigi Le Pera della segreteria sazionale dell’Ugl Telecomunicazioni – Il meccanismo della gara al massimo ribasso rischia di creare un sottobosco ai limiti della legalità danneggiando l’occupazione delle aziende che rispettano i contratti collettivi e su questo i vari soggetti appaltanti di carattere pubblico non possono far finta di niente”.
“Inoltre è stato ricordato che l’attuale clausola sociale sui call center, approvata recentemente dal parlamento, è una norma di legge che come tale deve essere rispettata e tutti ne devono prendere atto perché ogni soggetto, dal committente all’appaltatore, ha una responsabilità che è soprattutto di carattere sociale”, conclude Le Pera.