IL SONDAGGIO

Security “by design” per proteggere le case dagli hacker

Indagine Intel Security-Vanson Bourne: le smart home miglioreranno la qualità della vita ma la questione privacy resta un nodo da sciogliere. Grobman: “Senza sicurezza non si può fare l’Internet of things”

Pubblicato il 31 Mar 2016

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Con l’avvento delle smart home i nostri dati personali sono a rischio? A rispondere dalla domanda un sondaggio realizzato da Vanson Bourne e commissionato da Intel Security: che il 77% degli intervistati ritiene che nel 2025 le case intelligenti saranno molto diffuse, come oggi gli smartphone, mentre il 66% si dice molto preoccupato che i dati presenti nelle smart home possano essere violati dai criminali informatici. L’indagine “Internet of Things and the Smart Home” ha rilevato inoltre che più della metà degli intervistati (54%) ha dichiarato di essere disposto a condividere i propri dati personali presenti nelle proprie “case intelligenti” in cambio di denaro mentre il 70% ritiene che buoni sconto e offerte speciali possano essere una congrua ricompensa in cambio di dati sull’utilizzo dei dispositivi intelligenti all’interno delle case intelligenti.

“Le case intelligenti, e i dati che vi confluiscono, possono davvero migliorare la vita quotidiana – spiega Steve Grobman, Chief Technology Officer di Intel Security – La nostra indagine rivela come molte persone sarebbero disposte a condividere le informazioni personali racchiuse nelle “case intelligenti” in cambio di denaro o di buoni sconto, ma sono ancora comprensibilmente preoccupate per le minacce informatiche. La sicurezza deve essere considerata fin da subito in qualsiasi progetto legato all’Internet delle Cose e proprio per questo ne può favorire la diffusione.”

Gli intervistati si sono dimostrati universalmente preoccupati per le potenziali minacce alla sicurezza provenienti dalle smart home, con il 92% preoccupato che i propri dati personali possano essere manipolati da criminali informatici. Parallelamente, in un recente documento su temi analoghi, quasi la stessa percentuale di intervistati (89%) ha dichiarato che se vivessero in una smart-home, preferirebbero adottare un’unica soluzione di sicurezza integrata per proteggere tutti i dispositivi intelligenti della casa.

Meno entusiasmo per gli attuali metodi di sicurezza come le password: con 4 su 10 prevedono che i codici di protezione saranno un problema per le case intelligenti, e i tre quarti (75%) che rivelano di essere un po’ in ansia per il numero di password che dovrà ricordare e gestire nelle smart home. Tuttavia, la biometria è stata apprezzata come alternativa per l’accesso ai dispositivi delle case intelligenti. Quando è stato chiesto di scegliere tra i vari tipi di sicurezza biometrica, il 54% ha preferito le impronte digitali, il 46% il riconoscimento vocale e il 42% le scansioni oculari.

“La sicurezza sembra essere una delle preoccupazioni principali in grado di frenare la diffusione delle smart home – aggiunge Giorgio Bramati, consumer partner manager di Intel Security – Ogni dispositivo in grado di connettersi a internet che entra nelle nostre case intelligenti è in grado di esporci a nuovi rischi. Un hacker che entra in una casa tramite un termostato o un frigorifero intelligente può causare danni proprio come un criminale informatico che entra in un PC. Vogliamo dare un messaggio forte a chi si sta impegnando nelle smart home e nell’Internet delle Cose: la sicurezza deve essere alla base: come delle solide fondamenta per case e cose intelligenti”.

Ecco gli altri risultati del sondaggio.

· Tra le generazioni coinvolte nel sondaggio, i Millennials (la cosiddetta Generazione Y, nata nel nuovo millennio, nota anche come Millennial Generation, Generation Next o Net Generation) hanno indicato che potrebbero essere interessati a ricevere qualcosa in cambio della condivisione dei propri dati sull’utilizzo dei dispositivi domestici intelligenti (il 63% gradirebbe denaro, il 44% sconti e il 29% coupon).

· I tre quarti degli intervistati (75%) considera che ci saranno vantaggi per tutti dalle smart home

· I dispositivi intelligenti più comunemente considerati sono gli impianti di illuminazione intelligenti (73%), gli elettrodomestici da cucina intelligenti (62%) e i termometri o le caldaie intelligenti (60%).

· Oltre la metà degli intervistati si aspetta che nelle smart home anche le spese saranno più basse, per gas ed elettricitità (57%) e per riscaldamento e raffreddamento (55%).

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