LA CRISI

Call center, “serve un tavolo istituzionale su Almaviva e Gepin”

La richiesta dei sindacati al governo nel giorno delle mobilitazioni dei lavoratori: “Il governo dia prova di concretezza e responsabilità”

Pubblicato il 31 Mar 2016

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Sale la protesta dei 3500 lavoratori delle società Almaviva e Gepin Contact di Napoli, Palermo e Roma che stanno per essere licenziati. Oggi davanti al Ministero dello Sviluppo Economico, i lavoratori hanno chiesto al viceministro Teresa Bellanova l’applicazione immediata delle clausole sociali da parte di Poste ed Enel. A Napoli oltre 1200 Lavoratori hanno sfilato in un corteo sindacale unitario fino alla Regione contro i 400 licenziamenti annunciati da Almaviva ed i 300 di Gepin Contact Casavatore con la chiusura della sede. Da parte sindacale sui vari territori viene denunciata l’impossibilità di far fronte ancora a lungo, in mancanza di atti ed iniziative concrete, ad una situazione che può diventare esplosiva ad ogni momento e priva di possibilità di controllo.

Uilcom chiede al Governo “di dare corso agli impegni da essa presi il 9 marzo con le Segreterie nazionali e di convocare il tavolo già richiestole nelle scorse settimane per Gepin Contact al quale sia chiamata Poste Italiane, pronta ad applicare la clausola sociale che è ormai una legge dello Stato che ha già trovato anche una sua pratica soluzione”.

Analogo tavolo, a valle dell’incontro di procedura previsto per domani con Almaviva, potrebbe essere necessario attuare subito vista anche la maggiore complessità della situazione e dei provvedimenti necessari per questa azienda. “Non è pensabile arrivare al 18 aprile, data per il quale è previsto un prossimo incontro del tavolo tecnico di settore, senza che il Governo abbia dato prova di interesse concreto, e non soltanto a parole, per la soluzione delle due vicende – avverte la Uilcom -E’ questo il segno tangibile di responsabilità che anche noi ci sentiamo di chiedere ed al quale confidiamo venga prestata grande attenzione.

A chiedere un intervento istituzionale anche l’Ugl. “E’ inaccettabile il fatto che in questo Paese alcuni committenti, anche di carattere pubblico, possano alimentare certe dinamiche distorte che gradualmente stanno impoverendo in maniera irreversibile il bacino occupazionale di questo settore – sottolinea Luigi Le Pera, della segreteria nazionale della Ugl Telecomunicazioni – Il governo Renzi deve prendersi le proprie responsabilità intervenendo in maniera ferma e decisa perché i margini temporali sono ormai esigui”.

La Fistel chiede ad Almaviva il ritiro dei licenziamenti e contestualmente – dice Giorgio Serao della segreteria nazionale – “invitiamo il Governo ad intervenire con tempestività per rendere esigibile la legge (art.24 bis legge Fornero) sulle delocalizzazioni, per dotare i call center di ammortizzatori sociali straordinari e regolamentare le gare al massimo ribasso tenendo conto dei minimi contrattuali”.

“I lavoratori ogni giorno che passa vedono il licenziamento sempre più vicino e le proteste rischiano di arrivare ad una escalation ingestibile sia per il sindacato e sia per le forze dell’ordine”, avverte il sindacalista.

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