LO STUDIO

L’auto connessa? E’ ancora tutta da scoprire

Secondo la ricerca Tns, quattro proprietari di connected car su 10 non sono consapevoli delle potenzialità del mezzo. Tra i servizi più apprezzati il navigatore e l’infotainment. E il 72% di chi prova la novità la considera subito “importante”

Pubblicato il 31 Mag 2016

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Entro il 2020, secondo le stime più recenti, otto automobili su dieci saranno connesse. Ma ancora oggi soltanto quattro automobilisti su dieci sono consapevoli delle nuove potenzialità offerte da questi mezzi. A evidenziarlo è “Tns Connected Car”, lo studio condotto da Tns e The Bearing Point Institute, svolto su un campione di 3.700 proprietari di auto connesse in 7 Paesi Europei (UK, Spagna, Francia, Germania, Olanda, Italia e Paesi nordici).

Dalla survey emerge che c’è un chiaro interesse da parte dei consumatori soprattutto per la navigazione, l’assistenza alla guida e l’intrattenimento in auto. Quasi 6 intervistati su 10, il 59%, hanno dichiarato che la presenza di questi nuovi tools all’interno del veicolo è un elemento distintivo molto forte, tanto da influenzare la loro scelta di acquisto. Il 32% dichiara infatti importante questa caratteristica dell’auto, al momento dell’acquisto ed il 21% afferma che è stata la prima ragione per la quale ha scelto di acquistare quel veicolo in particolare.

Gli automobilisti, sempre più digitalizzati, spingono per avere la vettura connessa come il loro smartphone – commenta Andrea Galimberti, head of automotive practice in Tns – facilità d’uso, velocità di aggiornamento, disponibilità di funzionalità già conosciute fanno sì che l’integrazione con l’ecosistema auto-smartphone sia una chiave importante di scelta del veicolo. Le app presenti già oggi sugli smartphone permettono fra altre disparate possibilità, per esempio, di ritrovare la propria auto in caso di smarrimento, sbloccarla da remoto e adeguare la temperatura interna prima che arrivi il proprietario. Alcune case automobilistiche stanno già trovando il modo di collaborare con i tech player o di investire in questi ultimi per integrare le nuove funzioni e mantenere un livello d’innovazione elevato”.

Lo studio ha inoltre evidenziato l’importanza del coinvolgimento dei consumatori durante il processo di vendita: Il 48% dei possessori di auto che utilizzano funzioni di connettività, dichiarano di aver avuto modo di testare il loro funzionamento presso il rivenditore.

“Le auto connesse segnano l’inizio di una nuova era – sottolinea Sarah-Jayne Williams, Partner di BearingPoint – Le case automobilistiche stanno modificando il loro modello di business, passando da quello B2B a quello B2C in modo da poter avere la possibilità di costruire relazioni dirette con i loro consumatori. Anche quello che vendono sta cambiando: prima vendevano solo prodotti fisici, oggi possono offrire invece una piattaforma di servizi digitali. Per sfruttare pienamente i benefici messi a disposizione da questa nuova era, tutte le case automobilistiche dovrebbero investire in comunicazione per far sì che i Clienti conoscano in modo dettagliato i vantaggi che la tecnologia offre oggi e dunque possano utilizzarla al meglio”.

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