LA SURVEY

Dai trasporti ai parcheggi, la mobilità driver dell’e-payment

L’indagine Movincom: nei pagamenti digitali gli italiani premiano la flessibilità. E chiedono servizi utilizzabili anche per la PA, su ogni device e sistema operativo. Enrico Sponza: “Aziende e pubblica amministrazione devono collaborare”

Pubblicato il 17 Ago 2016

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“I servizi più utilizzati e le aspettative più elevate nei confronti del mobile payment riguardano il mondo della mobilità, dai trasporti alle soste. I dati della nostra survey lo dimostrano in modo incontrovertibile: le app e i servizi di pagamento digitale dedicati al settore dei trasporti saranno il vero driver di diffusione del mobile payment in Italia nei prossimi anni“. Lo afferma Enrico Sponza, presidente di Movincom, commentando la ricerca sulle abitudini degli italiani nell’uso dell’e-payment realizzata dal consorzio.

Dalla ricerca è emerso che gli utenti premiano i servizi di e-payment che offrono maggiore flessibilità anche per la Pa, quelli che si possono installare e utilizzare su qualsiasi smartphone, indipendentemente dal sistema operativo e dall’hardware, quelli non vincolati a uno specifico gestore di pagamento e con una maggiore diffusione sul territorio.

Tra i requisiti c’è che i servizi di e-payment “rispettino una serie di requisiti fondamentali tra cui una diffusione geografica trans-comunale e trans-regionale, nel caso dei trasporti pubblici locali e la sosta – continua Sponza – e una interoperabilità nativa dei sistemi di pagamento. Se le amministrazioni pubbliche vogliono assicurare il maggior successo possibile ai servizi di mpayment che hanno attivato sui loro territori, dovrebbero lavorare per stipulare accordi inter-territoriali con le realtà amministrative a loro vicine, in modo da favorire la diffusione degli stessi servizi, in un’area il più possibile ampia – sottolinea Sponza – E le città o i comuni che ancora non dispongono di servizi di mobile payment per i loro trasporti pubblici o per la sosta, quando decideranno di attivarli dovrebbero prediligere, tra le opzioni possibili, quei servizi di pagamento che godono già di un’ampia diffusione nelle località circostanti”.

Quanto alla sicurezza, “l’utente – spiega Sponza – pretende dagli operatori del settore uno standard di sicurezza altissimo al quale non è disposto a rinunciare, ma chiede, allo stesso tempo, che si investano risorse per permettere una user experience di qualità che non trasformi il processo di pagamento in una sofferenza o in una perdita di tempo”.

“E’ una richiesta apparentemente semplice – aggiunge – ma che pone alle aziende che gestiscono servizi di mobile payment una sfida impegnativa. Soprattutto alla vigilia dell’entrata in vigore,il 30 settembre, delle nuove direttive della Banca d’Italia che accoglieranno le linee guida dell’Eba e imporranno nuovi e più stringenti parametri di sicurezza per tutti i servizi di pagamento su Internet e su mobile. Tutte le aziende che operano in questo contesto dovranno investire molte risorse nello sviluppo di interfacce e di sistemi che consentano di mantenere una user experience gradevole e semplice da comprendere, a fronte di requisiti di sicurezza e privacy molto alti”.

Il prossimo sviluppo del mobile payment in Italia dipenderà dalla capacità delle aziende di collaborare con gli enti pubblici e la pubblica amministrazione – conclude Sponza – In primo luogo nello sviluppo di servizi in grado di garantire una diffusione capillare sul territorio, che permetta alle persone di utilizzare uno stesso sistema di pagamento in molte città e molte aree differenti del nostro paese. In seconda battuta, sotto il profilo normativo, per uniformare a livello nazionale le regole in materia di sicurezza e privacy così da fornire agli utilizzatori finali la garanzia di transazioni sicure e al riparo da sorprese, qualsiasi sia il servizio che sceglieranno per effettuare le loro operazioni.

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