Non solo Apple, Ue a caccia di evasori: black list dei paradisi fiscali

La Commissione Ue stende un primo elenco dei Paesi terzi in base ad indicatori “chiave”. Nel mirino gli Stati che applicano regole poco trasparenti, regimi speciali e no tax area per le imprese

Pubblicato il 15 Set 2016

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Nuovo passo della Ue verso la costruzione della lista delle giurisdizioni non cooperative ovvero i paradisi fiscali. Come stabilito in primavera dall’Ecofin, la Commissione ha steso un primo elenco di tutti i Paesi terzi in base ad indicatori “chiave”, che servirà ai ministri per scegliere quali di essi deve finire sulla lista di chi non rispetta le regole fiscali.

La Commissione ha analizzato tutte le giurisdizioni fiscali nel mondo per determinare il loro fattore di rischio e la facilità di evasione. Questa valutazione preliminare si basa su una serie di indicatori “neutrali ed oggettivi”, compresi dati economici, attività finanziarie, strutture istituzionali e legali, standard di “good governance” fiscale. Inoltre, si è tenuto conto dei legami economici con la Ue e dei fattori di stabilità.

I Paesi con il punteggio maggiore in queste categorie sono stati valutati in base al rischio, come il livello di trasparenza o uso potenziale di regimi fiscali preferenziali.

La lista dei Paesi con scarsa trasparenza e regimi speciali è molto lunga, e comprende Cina, Hong Kong e Macao, Bahamas, Antigua e Barbuda, Costa Rica, Indonesia, ma anche Israele e Georgia, Singapore, Trinidad e Tobago. Meno lunga quella dei Paesi che non applicano tassa sulle imprese: Bermuda, Isole Vergini e le Cayman, Jersey, Isola di Man, Guernsey.

Secondo l’esecutivo comunitario un elenco comune dell’Ue delle giurisdizioni non cooperative avrà un peso molto maggiore rispetto all’attuale mosaico di elenchi nazionali” nel trattare con i paesi terzi e impedirà una pianificazione fiscale aggressiva che abusi delle asimmetrie tra i diversi sistemi nazionali.

L’elenco sarà uno strumento per trattare con i paesi terzi che rifiutano di rispettare i principi della buona governance fiscale quando tutti gli altri tentativi di avviare il dialogo con tali paesi hanno fallito.

“L’Ue prende sul serio i propri impegni di buona governance a livello internazionale – spiega Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari – È ragionevole aspettarsi che i nostri partner internazionali facciano lo stesso. Vogliamo avere un dibattito leale e aperto con i nostri partner su questioni fiscali che ci riguardano tutti a livello globale. L’elenco dell’Ue sarà il nostro strumento per trattare con i paesi terzi che rifiutano di adeguarsi alle norme”.

L’intento è quello di aiutare gli Stati membri a selezionare i paesi che intendono sottoporre a un esame più approfondito sotto il profilo della buona governance fiscale: sarà questa la prossima tappa nel processo di elaborazione dell’elenco dell’UE. L’UE collaborerà strettamente con l’Ocse durante il processo di compilazione dell’elenco e terrà conto della valutazione dell’Ocse sulle norme di trasparenza delle giurisdizioni.

La valutazione preliminare è stata presentata il 14 settembre agli esperti degli Stati membri nell’ambito del gruppo “Codice di condotta (Tassazione delle imprese)”. Sulla base dei risultati, il gruppo “Codice di condotta” deciderà le giurisdizioni da sottoporre a un esame più approfondito; la decisione dovrebbe essere approvata dai ministri delle finanze entro la fine dell’anno. L’esame dei paesi terzi selezionati dovrebbe iniziare il prossimo gennaio; l’obiettivo è disporre di un primo elenco dell’UE delle giurisdizioni fiscali non cooperative entro la fine del 2017.

La compilazione del nuovo elenco rientra nella campagna dell’Ue avviata per contrastare l’evasione e l’elusione fiscali e a promuovere una maggiore equità fiscale nell’Unione e a livello mondiale. È stata proposta dalla Commissione nel gennaio 2016 nell’ambito della strategia esterna per un’imposizione effettiva e approvata in maggio dai ministri delle finanzeeuropei. Anche il Parlamento europeo ha ripetutamente espresso il proprio sostegno alla compilazione di un elenco dell’Ue.

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