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Mobile banking, il sogno degli utenti: app sempre più veloci e intuitive

Il successo o il fallimento di un’applicazione è una sfida che dipende dalla personalizzazione delle soluzioni e dalla loro agilità. Perché a essere premiata è soprattutto la user experience senza intoppi

Pubblicato il 03 Ott 2016

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Le app per il mobile banking sono generalmente più lente e macchinose delle altre applicazioni che gli utenti utilizzano nella loro digital experience quotidiana, e questo può determinare nei clienti una certa insoddisfazione o disaffezione. Il segreto per vincere la sfida del mobile banking, secondo una recente analisi di Akamai, può essere riassunto in pochi punti fondamentali, partendo dall’assunto che in questo campo sbagliare può costare caro, e che l’esperienza digi tale, quella buona ma anche quella insoddisfacente, è destinata a rimanere impressa nella memoria degli utenti. Così in cima alle attese degli utenti ci sono servizi veloci, semplici da usare e che tengano al sicuro i dati personali.

A confermare questa tendenza i recenti dati del rapporto annuale sul mobile banking realizzato dal Consorzio Abi Lab in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui la trasformazione digitale sta cambiando in modo deciso il rapporto tra i clienti e le banche, in uno scenario in cui il mobile gioca un ruolo sempre più centrale. Le principali prerogative della banca mobile, dal punto di vista dei clienti, sono infatti il risparmio di tempo, l’immediatezza e la facilità di utilizzo.

La velocità dell’applicazione rimane così in cima alle richieste degli utenti, insieme alla necessità per gli istituti di adattare la web experience con molta attenzione, in modo che risponda in modalità “tailor made” alle esigenze di ogni genere di utenti da device mobili. All’interno dell’app l’utente dovrà essere in grado di muoversi con agilità, e di arrivare facilmente ai contenuti di cui necessita, in modo che i tempi di attesa siano ridotti. Per capire in modo sempre più dettagliato che tipo di utilizzo dell’applicazione facciano i clienti sarà inoltre necessario poter “misurare” in tempo reale la loro attività, per identificare i punti di debolezza della propria offerta e trovare soluzioni appropriate.

Proprio secondo l’analisi AbiLab-Polimi, infatti, una delle principali prerogative del mobile banking è il risparmio di tempo, insieme all’immediatezza: le soluzioni per smartphone e tablet infatti forniscono la percezione di istantaneità delle operazioni se inquadrate in un contesto in cui l’esecuzione delle applicazioni è veloce, la tecnologia di rete mobile è efficiente e il dispositivo mobile è costantemente vicino. Il mobile banking, inoltre, è uno strumento quotidiano e soprattutto comodo, in quanto le app, grazie alla loro essenzialità, permettono di operare in modo semplice, senza dover consultare i lunghi menu dell’home banking. Infine il controllo: avere un’app sempre a portata di mano aumenta la consapevolezza della propria situazione finanziaria e la percezione di controllo sulle attività, grazie alla possibilità di accedere al proprio conto in qualsiasi momento.

Capitolo a parte la sicurezza dei dati, che è tra i requisiti più importanti di ogni applicazione per il mobile banking, oltre che uno dei segmenti su cui si verificano più attacchi informatici, e su cui è fondamentale utilizzare una combinazione tra le misure di sicurezza di ogni singolo device e di firewall in cloud. Tra le misure preventive sempre più necessarie ci sono quelle in grado di prevenire i malware e gli attacchi Ddos, forti ma in grado di non compromettere le performance.

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