LA CLASSIFICA

Smart city, conto alla rovescia per ICity Rate 2016

La classifica elaborata da FPA sarà svelata in occasione di ICity Lab in programma a Bologna il 20 e 21 ottobre. Aumenta il numero di indicatori della ricerca che passano da 84 a 105 includendo: debuttano open data, sharing economy e performance sui social network

Pubblicato il 18 Ott 2016

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Torna anche quest’anno ICity Rate, lo studio realizzato da FPA, che mappa le città più smart d’Italia. I dati verranno svelati in occasione di ICity Lab, la manifestazione che si terrà a Bologna il 20 e il 21 ottobre. Il 20 mattina, durante la plenaria “Conoscere, collaborare e realizzare nelle città dei dati”, coordinata da Carlo Mochi Sismondi, presidente di FPA,sarà il dg Gianni Dominici a presentare la classifica.

Il report quest’anno si arricchisce di novità, a cominciare dalla base dati che si amplia: gli indicatori presi in analisi passano da 84 a 105. Alcune tra i più interessanti: open data, sharing economy, makers & fablab, capacità di attrazione finanziamenti Ue per la ricerca, indici di performance delle amministrazioni sui social network, pianificazione partecipata.

“Complessivamente sono rimaste le stesse dimensioni tematiche dello scorso anno economia, qualità della vita, ambiente, capitale sociale, mobilità, governance e legalità – spiega Dominici – Lo schema di ricerca è rimasto lo stesso, ma sono state introdotte nuove variabili capaci di cogliere maggiormente i fenomeni emergenti”.

I macro indicatori presi in analisi, rispettivamente per ogni dimensione, sono:

  • Economia: e-commerce, FabLab, attrattività dei finanziamenti, generazione di imprese.
  • Qualità della vita: sofferenza economica, co-working, attrattività urbana.
  • Ambiente: reti per la sostenibilità, spazi comuni
  • Capitale sociale: accoglienza, migrazione intellettuale, accessibilità scolastica
  • Mobilità: fruibilità ferroviaria, bike sharing
  • Governance: numero di servizi spid attivati, governance verde, governance della smart city, diffusione di pagoPA
  • Legalità: criminalità organizzata e mafiosa, illegalità commerciale, riciclaggio, omicidi volontari.

Nella seconda sessione, “Informazioni, dati e conoscenza per il governo delle città”, tra i nomi noti saranno presenti Vittorio Alvino di Openpolis, Giordano Colarullo di Utilitalia, Sandro Cruciani dell’ISTAT, Paolo Testa dell’ANCI.

Nella terza sessione, dedicata alle “Prospettive e rilancio per una strategia italiana sulle Smart Cities”, il panel dei relatori si arricchisce con la presenza di Virginio Merola sindsaco di Bologna, Roberta Cocco Assessora alla Trasformazione digitale e Servizi civici – Comune di Milano, Fulvio Mancuso Vice Sindaco – Comune di Siena, Flavia Marzano Assessora Roma Semplice – Roma Capitale, Marco Moretti Presidente di A2A Smart City, Matteo Ricci Sindaco di Pesaro e Vice Presidente ANCI, Sara Trabucchi di Head of Enterprise Solutions – Vodafone.

In una recente intervista a CorCom, Dominici aveva evidenziato la filosofia che anima la nuova edizione di ICity Rate. “L’obiettivo non cambia: fotografare la situazione delle città italiane nel percorso verso città più intelligenti, ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili – ha spiegato – E non cambia neppure la scelta delle dimensioni tematiche: si analizzano le dinamiche urbane riguardo ai pilastri del paradigma delle città intelligenti (economy, living, environment, people, mobility, governance e legality). Si arricchiscono invece il modello di lettura e la base dati puntando a dare rappresentazione non solo, e non tanto, della “smartness” delle città ma anche della capacità di risposta dei territori rispetto alle proprie specificità e vulnerabilità. Da un lato è, infatti, possibile dar conto, attraverso i dati, della capacità dei governi locali di operare scelte capaci di spingere lo sviluppo urbano verso traguardi sostenibili, dall’altro è importante leggere tali iniziative tenendo in considerazione la natura dei bisogni e dei rischi che differenziano tra loro le città”. La base dati per il 2016 si amplia, gli indicatori presi in analisi passano da 84 a 105. Oltre agli indicatori derivati dalle fonti statistiche ufficiali, FPA ha quest’anno effettuato diverse indagini ad hoc per cogliere le fenomenologie ancora non cristallizzate”.

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