IL SEMINARIO

Catania: “Su Industria 4.0 incentivi importanti. Ora le imprese investano”

Il presidente di Confindustria Digitale: “Per la prima volta abbiamo un piano industriale basato sull’innovazione tecnologica. La politica è scesa in campo ed è consapevole dell’importanza del settore. Ma bisogna crederci e rimboccarsi le maniche”

Pubblicato il 26 Ott 2016

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“Credo che molti di noi 12 mesi fa avrebbero messo la firma per un’attenzione sull’innovazione come quella che stiamo vivendo. Uno dei motivi del ritardo dell’Italia in questo campo era la mancata discesa in campo della leadership pubblica e privata. Ma la consapevolezza dell’importanza di questo settore adesso esiste, la politica è scesa in campo, e per la prima volta abbiamo un piano industriale centrato sull’innovazione tecnologica”. Lo ha detto Elio Catania, presidente di Confindustria digitale, intervenendo al seminario “agenda digitale, industria 4.0, digital single market”, organizzato da Assonime e Astrid. Alla base della discussione, moderata dal presidente di Astrid, Franco Bassanini, e a cui hanno preso parte Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, Stefano Micossi, direttore generale di Assonime, Alfonso Fuggetta, presidente di Cefriel e Antonio Samaritani, direttore generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale, c’era il rapporto “Mercato unico digitale: le sfide per la politica pubblica in Italia”, che evidenzia 20 proposte di Policy per promuovere la crescita digitale nel Paese.

“Ho visto coerenza e convergenza d’opinioni su questo tema – ha proseguito Catania – Quello che c’è nel piano del Governo e nel rapporto Assonime è coerente, a dimostrazione del fatto che quando si lavora insieme si può far prima e si arriva alle stesse conclusioni. Stiamo ridisegnando il Paese, e non è una cosa che si può fare da soli”.

Una volta stabilite strategie e obiettivi, però, sarà fondamentale fare in modo che le ricadute pratiche siano immediate: “Dobbiamo concentrarci sullo scaricare a terra tutte queste iniziative – sottolinea Catania – politiche di sostegno, consapevolezza, formazione, devono diventare patrimonio delle imprese. Dobbiamo toccare quel 95% di filiere ed ecosistemi che finora sono state soltanto sfiorate dalla trasformazione digitale, con l’execution che deve diventare un impegno collettivo”. Una parola chiave in questo processo sarà “opportunità”: “Abbiamo a portata di mano l’occasione di portare il manifatturiero a contribuire per il 20% al Pil nazionale – prosegue Catania – riportando in casa una serie di attività manifatturiere, come è successo negli Usa. Come Confindustria abbiamo iniziato il giro d’Italia, toccheremo 25 città per far vedere alle imprese come possono trasformarsi. Spesso gli imprenditori sono consapevoli dell’importanza del digitale, ma è sul come fare che si inceppa il meccanismo. Per questo bisogna fare sistema e fare in modo che ci sia un punto di incontro tra domanda e offerta per dare risposta al mondo delle imprese”

Sul piano Industria 4.0 Catania sottolinea l’importanza dell’approccio strategico adottato dal Governo: “Sulla politica industriale legata all’innovazione, sulla tecnologia e sul digitale fondati sulla manifattura abbiamo visto un passaggio forte e onnicomprensivo del Governo, che tocca anche gli aspetti che fanno da corollario, come la scuola, la formazione, gli investimenti in ricerca e sviluppo. Ora sta alle imprese capirne la valenza strategica e investire, perché sul piatto c’è un incentivo fiscale ragguardevole: è importante sfruttare questa finestra di opportunità”.

Tra le priorità individuate dal presidente di Confidustria digitale c’è anche quella di “dare uno choc alla cultura del Paese nei rapporti tra cittadini e PA”: “Abbiamo un’agenda digitale, avevamo chiesto una governance più forte a palazzo Chigi e abbiamo avuto una risposta in Diego Piacentini, avevamo chiesto più risorse, e anche su questo il Governo si è mosso. Ora ci aspettiamo realmente – prosegue Catania – che le piattaforme strategiche identificate, come anagrafe digitale, fascicolo sanitario elettronico, Spid, vadano avanti con scadenze precise”.

Infine il partenariato pubblico privato: “Nel piano del governo questo è implicito – conclude Catania – Siamo di fronte a territori inesplorati e complessi, e anche per questo la cooperazione, il disegnare insieme il percorso del Paese, è fondamentale. E’ una modalità di lavoro da applicare a tutti i segmenti che riguardano la digitalizzazione del Paese, perché non c’è settore che non è attraversato da questa ondata. Ora sta a noi crederci, tirarci su le maniche e far avvenire le cose”.

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