Il mobile Voip mette a rischio il business delle telco

La voce sta diventando una “commodity” anche in mobilità grazie ai servizi Voip. Dopo Skype è arrivata la app Viber di Apple. Ma gli operatori di Tlc non stanno a guardare e lanciano il guanto di sfida sui dati: tariffe più care per chi vuole più Mb a disposizione

Pubblicato il 16 Dic 2010

I servizi di mobile VoIp (come Skype o Viber) impensieriscono gli
operatori telecom tradizionali, decisi a non mollare la presa sui
loro network (e infatti in alcuni casi queste aziende proibiscono
l’uso delle applicazioni VoIp). Qualunque sarà l’evoluzione
della telefonia su protocollo Ip, il modello di business delle
telco storiche è destinato a subirne l’impatto, secondo
un’analisi pubblicata dal sito Telecom Paper.


Nel passato le entrate delle telco sono derivate principalmente da
due fonti: l’accesso (connectività, affitto della linea, diritto
d’uso) e dall’utilizzo (minuti voce, sms, Megabyte…). Con
l’affermarsi dell’uso dei dati queste due fonti stanno
convergendo in pacchetti integrati. Il ruolo degli operatori è
cruciale quando si tratta di connettività, ma anche qui possono
perdere terreno: pensiamo agli utenti di iPod che non hanno un
abbonamento e usano il wi-fi gratuito per l’accesso (questo
dovrebbe suggerire agli operatori di espandere ulteriormente la
rete wi-fi e offrire ai loro abbonati accesso gratis).

Ma i grandi cambiamenti degli ultimi anni sono avvenuti sul piano
dell’utilizzo: il mercato delle comunicazioni è diventato molto
più frammentato, muovendosi oltre le semplici chiamate, fisse o
mobili, e gli sms, verso servizi come chat/Im, e-mail, pinging,
Mms, WhatsApp, Nimbuzz, fring, Facebook, Twitter – la scelta è
ampia. Quel che preoccupa gli operatori è che la maggior parte di
questi servizi (esclusi gli Mms) sono di tipo ‘over the top’:
non richiedono un abbonamento particolare, solo l’accesso su
banda larga. Perciò, lo share sul vasto mercato delle
comunicazioni si restringe.

Al tempo stesso, gli utenti hanno bisogno di un “pacchetto
dati” per usare le apps. Ultimamente gli operatori stanno
cautamente provando a introdurre nuove tariffe non più senza
limiti ma differenziate in base alla quantità di dati utilizzati.
Intanto, il numero di device connessi continua rapidamente a
salire.

In questo scenario, il VoIp mobile gratuito può rappresentare un
rischio per gli operatori esistenti. Non necessariamente perché il
VoIp si diffonderà su vasta scala: i prezzi delle telefonate su
mobile stanno comunque scendendo, diminuendo l'attrattività
del VoIp; inoltre, non sempre questi servizi si basano su un solido
modello di business e la stessa Skype non è stata in grado di
costruirsi una presenza consistente sul mercato mobile. Tuttavia,
l'impatto sul business model delle telco si farà sentire,
sostiene Telecom Paper. In un mondo Ip di pacchetti dati, il minuto
voce perde la sua ragion d’essere. L’Lte, uno standard tutto
basato su Ip, contribuirà ulteriormente a questo trend così come
la riduzione delle tariffe di terminazione mobile.

In poche parole, i nuovi entranti sul mercato potranno offrire
chiamate a prezzi molto più bassi, mentre gli operatori esistenti
dovranno combattere per continuare a dare valore al vecchio
“minuto voce”. Sul mercato ci sono già dei pacchetti tutto
compreso, spesso anche insieme agli smartphone. Tuttavia, nel tempo
il minuto voce potrebbe scomparire e il traffico voce diventare
solo una delle tante applicazioni di uno smartphone, di un tablet,
di un notebook o persino di una tv.

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