LO STUDIO

Open networking strada obbligata verso la digital transformation

Ricerca Juniper Networks: in Italia il 91% dei professionisti IT ritiene che l’adozione delle reti aperte offra un reale vantaggio di business. Ma le preoccupazioni per la sicurezza e l’integrazione con i sistemi legacy possono frenare l’innovazione. Formazione chiave di volta

Pubblicato il 22 Nov 2016

open-data-120214180002

Il 91% dei professionisti IT del nostro Paese ritiene che l’adozione delle reti aperte offra un reale vantaggio di business per le proprie aziende grazie alla loro natura flessibile. Inoltre l’84% di loro ritiene che le reti aperte e intelligenti siano un elemento cruciale per la trasformazione del business. Lo evidenzia un rapporto di Juniper Networks che ha esaminato il ruolo che le reti giocano come elemento chiave per l’attuazione della trasformazione digitale. Analizzando il mercato IT italiano, viene fuori che i manager sono consapevoli del potenziale delle reti aperte nell’offrire valore di business indirizzando una serie di sfide che conducono alla reale trasformazione del business.

In particolare dalla ricerca emerge che il 78% degli intervistati crede che la gestione dei costi della rete sia la sfida più importante a causa delle crescenti domande a carico dell’IT e delle architetture legacy. L’89% degli intervistati – una percentuale significativamente maggiore della media Emea, che si attesta sul 73% – ritiene che la flessibilità dell’IT impatti direttamente e positivamente sulle performance generali dell’azienda. Sebbene una maggioranza significativa degli intervistati sia convinta che la strada verso il progresso sia l’open networking, il 54% crede che, in pratica, l’introduzione di piattaforme di rete innovative possa essere problematica a causa della complessità del processo di trasformazione dell’approccio all’IT della propria azienda.

Il 98% degli intervistati ritiene che gli ambienti di rete flessibili e innovativi permetteranno di migliorare le performance dell’organizzazione nel suo complesso mentre il 49% sostiene che la propria organizzazione sta attivamente valutando iniziative di open networking, mentre un ulteriore 13% ha già compiuto passi in questa direzione.

Tre gli obiettivi strategici per l’infrastruttura di rete i più citati dai manager italiani sono: migliorare la sicurezza delle informazioni e le misure di accesso da parte degli utenti (61%); migliorare la produttività operativa (55%); ridurre i tempi di implementazione delle nuove iniziative IT (51%).

Circa il 71% degli intervistati è fermamente convinto che l’atteggiamento della propria azienda al networking aperto diventerà probabilmente più positivo nei prossimi tre anni; il75% degli intervistati dichiara che la propria organizzazione ha già compiuto investimenti in iniziative di open networking.

La ricerca accende i riflettori anche sui principali ostacoli che ancora trattengono le proprie organizzazioni da una maggiore adozione dell’open networking: spiccano le preoccupazioni per la sicurezza (54% contro il 43% della media Emea) e l’integrazione con i sistemi legacy (39% contro il 32% della media Emea).

Ma perché conviene adottare l’open networking? Per avere una pianificazione IT più snella (nel 62% dei casi) e per il controllo dei costi (54%). A convincere anche la garanzia di maggiore agilità sia per l’IT sia per il business (53%).

Infine secondo gli intervistati un fornitore di networking aperto dovrebbe offrire corsi di formazione (57%), un supporto tecnico completo (50%) e la capacità di rendere disponibile e integrare architetture di rete aperte nuove e legacy (48%).

“Siamo soddisfatti di constatare che in Italia, più che nel resto d’Europa, i professionisti dell’IT stiano supportando e valutando attivamente iniziative di open networking e che, a giudicare dai risultati della ricerca, pensino che quelle più efficaci abbiano origine nella Open Source Community, come ad esempio OpenStack – commenta Mario Manfredoni, country manager Italy, Juniper Networks – In generale i risultati mostrano che nel nostro paese i professionisti IT sono perfettamente consapevoli dei vantaggi offerti da reti veramente aperte e in grado di gestire sicurezza, automazione e scalabilità grazie alle tecnologie SDN (Software Defined Network) e NFV (Network Functions Virtualization). Juniper Network ritiene che l’apertura si traduca in maggiore agilità, sia per l’IT che per il business, risparmio economico e minore time to market. In altre parole, le reti aperte stimolano l’innovazione e la trasformazione digitale che a loro volta portano benefici al business”.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati