ALLEANZE

Terrorismo e web, l’allarme Europol. E le tech company stringono un’alleanza

L’agenzia segnala quasi 2mila contenuti riportabili a Isis e Al Qaeda: “Stanno diversificando la strategia”. Facebook, Microsoft, Twitter e Youtube realizzeranno un database dei “contenuti terroristici”

Pubblicato il 06 Dic 2016

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Terrorismo e Internet, legame sempre più stretto. Mentre Europol annuncia un’operazione di rimozione dalla rete di circa 2mila messaggi propagandistici di media affiliati a Isis e Al Qaeda, le multinazionali del web stringono uin accordo per contenere il fenomeno. Facebook, Twitter, Microsoft e YouTube hanno infatti annunciato un’alleanza che punta alla creazione di un database condiviso che verrà utilizzato per identificare contenuti sospetti, fra cui “immagini e video terroristici estremi ed eclatanti”, che verranno poi rimossi dalle rispettive piattaforme.

“Ci impegniamo alla creazione di una banca dati di ‘hash’ (stringhe di identificazione) condivisi – una sorta di ‘impronta’ digitale del contenuto – per le immagini terroristiche violente o i video di reclutamento o contenuti che abbiamo già rimosso dalle nostre piattaforme”, ha scritto in nota pubblicata nella sua newsroom, Facebook.

Il database verrà continuamente aggiornato e, in caso di riscontro positivo, le aziende potranno rapidamente bloccare entro 24 ore la diffusione delle immagini ed i relativi account. Nessuna informazione personale identificabile sarà condivisa, specifica il social network, e il blocco non sarà automatico, poiché ogni azienda valuterà di volta in volta se i contenuti vanno effettivamente contro le policy delle loro piattaforme.

Sono 1.814 i messaggi propagandistici di media affiliati a Isis e Al-Quaeda segnalati per una rimozione rapida dal web, in un’operazione di due giorni coordinata da Europol in collaborazione con gli esperti di antiterrorismo di Belgio, Francia, Olanda e Romania. I contenuti trattati erano in nove lingue diverse e ospitate su 35 piattaforme online, tra questi numerosi social media. “La rimozione finale del materiale e’ tuttavia un’attivita’ volontaria che spetta ai web provider”, si sottolinea in una nota di Europol.

Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’agenzia Ue, i gruppi terroristici hanno intensificato i loro sforzi per diffondere la loro propaganda sul web, ma hanno anche “diversificato la strategia con attivita’ su svariate piattaforme di social media e utilizzando numerosi account per radicalizzare, reclutare e dirigere l’azione terroristica”. Dopodomani (8 dicembre) la Commissione europea ha organizzato il secondo forum con i colossi di Internet per affrontare la situazione e chiedere maggiore collaborazione. Tra l’altro, il 28 ottobre i ministri dell’Interno francese e tedesco Bernard Cazeneuve e Thomas de Maizie’re, avevano inviato una lettera a Bruxelles, chiedendo di “rafforzare l’obbligo legale” dei giganti del web “a collaborare con le autorita’ competenti degli Stati membri nelle indagini” per la lotta al terrorismo. Nel documento i due ministri lamentano “ostacoli insormontabili” a cui gli inquirenti si trovano di fronte “quando chiedono l’assistenza tecnica dei provider del Web per analizzare i dati dei messaggi inviati da sospetti”. E chiedono di “migliorare la cancellazione dei contenuti che possono essere collegati al terrorismo”.

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