È arrivato il disco verde dell’Antitrust europea all’operazione Microsoft–Linkedin. A convincere definitivamente l’authority europea gli impegni vincolanti presi da Microsoft in materia di software e interoperabilità, al fine di garantire la concorrenza tra i social professionali in Europa. Si tratta quindi di un via libera condizionato, che sblocca definitivamente un affare da oltre 26 miliardi di dollari. “La decisione di oggi assicura che gli europei continueranno a beneficiare della libertà di scelta tra i social network professionali”, spiega la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager.
Per i prossimi 5 anni i compiti a casa che Microsoft si è impegnata a svolgere per garantire la competizione sul mercato riguardano tre ambiti: i servizi di social network professionali, le soluzioni software di gestione delle relazioni con gli utenti e i servizi di pubblicità online. Il rispetto degli impegni assunti sarà monitorato da un apposito fiduciario.
Nello specifico, il colosso informatico fondato da Bill Gates ha concordato con la Commissione Ue che produttori e distributori di computer saranno liberi di non installare Linkedin su Windows, il sistema operativo di Microsoft, e di rimuoverlo in caso sia invece preinstallato. Inoltre dovrà essere garantita l’interoperabilità degli altri social professionali con Office e tutti i suoi programmi e interfacce collegati. Infine, dovrà essere ulteriormente assicurato ai fornitori dei social professionali concorrenti l’accesso a Microsoft Graph, lo strumento che consente agli sviluppatori di software di creare app che fanno uso, previo consenso degli utenti, dei dati personali stoccati nel cloud Microsoft, dai contatti al calendario.

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Il via libera dell’Unione europea arriva dopo settimane di incontri e anche di sondaggi, inviati ai competitor di Microsoft e Linkedin per individuare eventuali criticità per il mercato post fusione. In particolare, il tema principale è stato quello della grossa concentrazione di dati derivante dall’operazione M&A. Proprio sui big data è stata costruita tutta l’operazione, come spiegato recentemente a CorCom da Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano: “La pubblicità, e più in generale il marketing, sta diventando people centrico e data-driven: in altre parole, la disponibilità di dati sempre più puntuali sull’utente consente di veicolare attività di comunicazione e di marketing mirate e personalizzate. LinkedIn possiede molte informazioni sugli utenti che hanno un profilo all’interno della piattaforma: dati molto interessanti anche in logica di pianificazione pubblicitaria”.