Cybersecurity in mano a Palazzo Chigi. Si riscrive il decreto Monti

Il presidente del Consiglio Gentiloni ascoltato al Copasir. Pronto nelle prossime settimane il decreto per attribuire al Dis il coordinamento della difesa nazionale dalle web-minacce. Giacomo Stucchi: “Necessario modificare le norme del 2013, in questo campo 4 anni sono un’era geologica”

Pubblicato il 25 Gen 2017

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Sarà il Dis, il dipartimento informazioni e sicurezza della presidenza del Consiglio dei ministri, a coordinare le attività di difesa nazionali contro gli attacchi informatici. Lo prevede il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri che è ormai in dirittura d’arrivo, e si prevede possa essere approvato dal Governo entro il mese di febbraio. Ad annunciarlo è stato ieri il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ascoltato in audizione al Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica presieduto da Giacomo Stucchi.

L’incontro a Palazzo San Macuto è durato circa due ore, con il premier che è stato affiancato da Alessandro Pansa, direttore del Dis. Gentiloni avrebbe espresso durante i lavori l’intenzione di non cedere per ora la delega all’intelligence. Oggi a definire gli “indirizzi per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionale” è il decreto Monti del gennaio 2013, un provvedimento sul quale da più parti sono state avanzate richieste di modifica, anche alla luce di quanto successo con l’operazione “Eye Pyramid, che ha portato la polizia postale a smantellare la centrale di cyberspionaggio messa in piedi, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, dai fratelli Occhionero. “In questo campo quattro anni sono un’era geologica – afferma Stucchi – e da parte di Gentiloni c’è la consapevolezza di dover intervenire sul decreto e noi siamo pronti ad esaminare un’eventuale proposta del Governo”.

Pare invece ormai tramontata l’idea, su cui aveva lavorato nei mesi scorsi l’ex premier Matteo Renzi, di nominare una sorta di responsabile nazionale della cyber-sicurezza, ruolo per il quale era circolata tra le polemiche la possibilità di nominare Marco Carrai. L’obiettivo del decreto sarà di migliorare la risposta del sistema-Italia sia dal punto di vista della prevenzione sia da quello della gestione degli attacchi, prevedendo un ruolo di coordinamento tra i tanti i soggetti che oggi sono coinvolti dal Piano per la cybersecurity, come l’Ufficio del Consigliere militare di Palazzo Chigi, il Dis e i vari ministeri, eliminando sovrapposizioni e definendo con chiarezza le responsabilità di ognuno.

Nel giro di un mese potrebbe così essere approvato un decreto di modifica del precedente provvedimento firmato Monti che in sostanza incardinerebbe presso il Dis il punto di coordinamento del sistema di cyber-difesa, nell’ambito del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, che assicura il coinvolgimento dei ministeri interessati. Possibile anche, in prospettiva, l’assunzione di personale da destinare a queste funzioni.
Nel corso dell’audizione Gentiloni ha letto una relazione sulle varie minacce alla sicurezza dell’Italia, rispondendo poi alle domande dei membri del Copasir.

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