DATI FINAZIARI

Tim vola in Italia, il debito cala di 2 miliardi

Salgono i margini lordi della compagnia nel 2016: 8,02 miliardi in crescita del 14,4%. Traina il mercato domestico che ha che ha realizzato un incremento del 2,7% in termini organici contro un -2,6% nel quarto trimestre 2015

Pubblicato il 06 Feb 2017

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Si chiude in bellezza il 2016 di Tim. L’anno è arichivato con un recupero, in 3 trimestri, di fatturato (19 miliardi, -3,5% sull’anno precedente) ed ebitda consolidato (8 miliardi, +14,4%), che migliorano rispettivamente di oltre 6 e 13 punti percentuali sul primo trimestre dell’anno. Nel quarto trimestre l’Ebitda ammonta a 2,14 miliardi, in crescita di 756 milioni rispetto allo stesso periodo del 2015 e il fatturato raggiunge 5,09 miliardi, evidenziando, si legge in una nota, “un miglioramento non solo in termini assoluti di 256 milioni (+3,5%), ma anche in termini organici (+39 mln, +0,8%), invertendo un trend negativo che perdurava da 18 trimestri”. Il positivo risultato è stato trainato dalla Business Unit Domestic, che ha realizzato un incremento del 2,7% in termini organici contro un -2,6% nel quarto trimestre 2015.

A tale risultato ha contribuito l’introduzione di offerte innovative finalizzate, per esempio, a ottimizzare l’utilizzo della rete mobile nelle ore di minore traffico e a fidelizzare la base clienti offrendo nuovi prodotti (“prodotti abilitanti”) in grado di estendere la fruizione di servizi Tim anche in mercati adiacenti. Segnali positivi anche dalla Business Unit Brasile che, in un migliorato contesto macroeconomico e competitivo, sta significativamente rallentando il trend negativo, contenendo la riduzione dei ricavi all’1,7% nel quarto trimestre 2016 rispetto al -15,3% del primo trimestre 2016. Tale recupero è legato ad un efficace riposizionamento sul segmento post-pagato con un rafforzamento dei principali indicatori operativi.

L’Ebitda dell’esercizio 2016 è pari a 8.018 milioni di euro e aumenta, rispetto all’anno precedente, di 1.012 milioni di euro (+14,4%), con un’incidenza sui ricavi del 42,1% (35,5% nell’esercizio 2015). In termini organici l’Ebitda si incrementa di 1.073 milioni di euro (+15,4%). L’Ebitda dell’esercizio 2016 sconta l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 197 milioni di euro (1.076 milioni di euro nel 2015); in assenza di tali oneri, l’Ebitda organico sarebbe risultata pari a 8.215 milioni di euro (+2,4%), con un’incidenza sui ricavi del 43,2%, in aumento di 2,1 punti percentuali rispetto all’esercizio 2015.

Business Unit Domestic. I ricavi del 2016 in Italia sono pari a 15.017 milioni di euro in leggera crescita rispetto all’esercizio 2015 (+16 milioni di euro, +0,1%) per effetto della dinamica di strutturale miglioramento registrato nel corso dell’anno che ha determinato nel terzo e nel quarto trimestre un’inversione di tendenza, con un tasso di crescita positivo rispetto agli stessi periodi dell’esercizio precedente (quarto trimestre +2,8%, terzo trimestre +1,0%, rispetto a –1,2% e -2,3% rispettivamente nel secondo e nel primo trimestre 2016).

Anche i ricavi da servizi presentano un trend di recupero e miglioramento – in particolare sul segmento Mobile che evidenzia in tutti i trimestri un tasso di crescita positivo – con una riduzione rispetto all’esercizio precedente, contenuta a -169 milioni di euro (-1,2%), e inferiore a quanto registrato nel 2015 (-276 milioni di euro, -1,9% rispetto al 2014).

Nel quarto trimestre 2016 la flessione dei ricavi da servizi è stata pari a -1,0%, peraltro interamente attribuibile alla revisione retroattiva dei prezzi wholesale regolamentati. In particolare si segnala che: i ricavi da servizi del mercato Mobile sono pari a 4.580 milioni di euro con un incremento di 64 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente (+1,4%); si conferma la dinamica di costante e progressiva crescita già osservata nei trimestri precedenti (quarto trimestre 2016: +3,1%, terzo trimestre +1,1%, secondo trimestre +0,7%, primo trimestre +0,6%); in particolare l’ultimo trimestre ha beneficiato del lancio di offerte innovative in occasione della campagna autunnale, di un ulteriore impulso alla diffusione della copertura e dei servizi 4G e di una strategia razionale sui prezzi, volta da un lato a reagire in modo equilibrato alla pressione commerciale sul segmento basso-spendente e dall’altro a garantire qualità e convergenza sul segmento medio-alto spendente.

Tale miglioramento è anche testimoniato dal deciso recupero dei principali indicatori operativi: nel quarto trimestre 2016, l’ARPU aumenta a 13,3 euro/mese (rispetto ai 12,8 euro al mese del quarto trimestre 2015), il churn si attesta al 23% confermandosi bestin-class nel settore, mentre il saldo Mobile Number Portability migliora, portandosi in territorio positivo (+26 mila nel quarto trimestre 2016 rispetto al -44 mila del terzo trimestre 2016).

I ricavi da servizi del mercato Fisso del 2016 sono pari a 9.949 milioni di euro e risultano in contrazione di 423 milioni di euro rispetto al 2015 (-4,1%); tale flessione , in progressiva attenuazione nel corso dell’anno (-3,6% nel quarto trimestre 2016), è interamente correlata alla riduzione dei ricavi sui servizi voce (-533 milioni di euro per effetto della perdita di accessi tradizionali, con un trend comunque in significativo recupero rispetto ai periodi precedenti), solo in parte compensata dal continuo sviluppo dei clienti Broadband e Ultra-Broadband, che traina la crescita dei servizi innovativi da connettività (+158 milioni di euro nel 2016; +6,8%). Su tali risultati incide significativamente anche la riduzione dei prezzi regolamentati su alcuni servizi wholesale.

In significativa riduzione le line losses, che scendono a -83 mila nell’ultimo trimestre 2016, confermando il trend già osservato nei precedenti trimestri. In forte accelerazione il trend delle acquisizioni nette in fibra (+125 mila nel quarto trimestre) con una base clienti Ngn di oltre 1 milione. I ricavi da vendita prodotti, inclusa la variazione dei lavori in corso, sono pari a 1.128 milioni di euro nel 2016, in significativo miglioramento rispetto al 2015 (+185 milioni di euro) grazie alla crescita dei volumi e dei ricavi da vendita di prodotti abilitanti ai servizi di connettività internet e di intrattenimento (smartphone e Smart TV).

Il flusso di cassa della gestione operativa di Gruppo è positivo per 2.856 milioni di euro (positivo per 1.974 milioni di euro nell’esercizio 2015).

L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato ammonta a 25.119 milioni di euro al 31 dicembre 2016, in diminuzione di 2.159 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015 (27.278 milioni di euro). Nell’esercizio 2016 la riduzione dell’indebitamento è stata garantita dalla positiva dinamica della gestione operativa, dai benefici derivanti dalla conclusione dell’operazione di cessione del gruppo Sofora – Telecom Argentina (con l’incasso del relativo prezzo e il conseguente deconsolidamento del relativo indebitamento finanziario), e dal rafforzamento patrimoniale derivante dalla conversione in azioni TIM, nel mese di novembre, del Mandatory Convertible Bond per 1,3 miliardi di euro. Il livello di debito è stato per converso influenzato negativamente dall’andamento del tasso di cambio del Brasile.

Nel quarto trimestre 2016 l’indebitamento finanziario netto rettificato è diminuito di 1.616 milioni di euro rispetto al 30 settembre 2016 (26.735 milioni di euro); agli effetti della positiva dinamica della gestione operativa si aggiungono i benefici del rafforzamento patrimoniale derivanti dalla conversione in azioni TIM del Mandatory Convertible Bond per 1,3 miliardi di euro.

I ricavi di Tim Brasil dell’esercizio 2016 sono pari a 15.617 milioni di reais e risultano in calo di 1.525 milioni di reais (-8,9%) rispetto all’esercizio precedente. I ricavi da servizi si attestano a 14.720 milioni di reais, con una riduzione di 667 milioni di reais rispetto ai 15.387 milioni di reais del 2015 (-4,3%).

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