Altro che sofisticati attacchi hacker, mandare “in tilt” le auto a guida autonoma potrebbe rivelarsi più semplice del previsto, semplicemente alterando i comuni segnali stradali. Lo hanno dimostrato alcuni ricercatori dell’Università di Washington che sono riusciti a “confondere” il sistema di riconoscimento delle immagini delle vetture applicando degli adesivi ad alcuni cartelli.
Yoshi Kohno, uno dei ricercatori che ha condotto l’esperimento, ha spiegato di aver sviluppato un algoritmo in grado di intercettare il sistema di “visione” delle auto senza pilota e di creare delle immagini alterate di segnali in grado di confonderlo e di dargli indicazioni fuorvianti.
Il team è riuscito ad esempio a far credere a una vettura che un segnale di Stop fosse un limite di velocità, semplicemente applicando sul cartello degli adesivi realizzati a casa con una comune stampante a colori. Una modifica insignificante per l’occhio umano, ma in grado di ingannare “la vista” dell’intelligenza artificiale che riconosce segnali e oggetti per la macchina senza pilota. Su strada una confusione di questo tipo potrebbe rivelarsi a dir poco disastrosa.
Nello studio viene riportato l’esempio per cui un segno di stop possa essere camuffato, all’occhio sintetico dell’auto, a limite di velocità. Gli esperti suggeriscono ai usare informazioni contestualizzate, ad esempio rendendo l’IA in grado di capire che in autostrada non ci possono essere segnali di stop. I potenziali problemi che scaturiscono da questa scoperta sono tutt’altro che banali e potrebbero rallentare di non poco la diffusione di questo tipo di tecnologia.
Ma tra quanti anni saremo in grado di salire su un’automobile senza pilota? Molto prima di quanto avremmo mai pensato. In California 27 diverse aziende si sfidano per testare le nuove tecnologie e dalla Silicon Valley i test ci dicono che la tecnologia è sostanzialmente pronta.
Oggi i sistemi sviluppati da Google sono già in grado di guidare su auto Fca, le elettriche Tesla di Elon Musk hanno nel software l’autopilota già pronto, Nissan ha portato negli scorsi giorni una flotta di Leaf autonome a girare per le strade di Londra. Ma il fatto che la tecnologia sia pronta non vuol dire che la driverless car è “pronta a partire”. A cambiare devono essere anche le norme. La California ha gettatto il cuore l’ostacolo decidendo, a marzo, di cambiare le regole per i test: entro fine anno chi sta facendo sperimentazioni potrà svolgere gli esperimenti senza l’obbligo di tenere a bordo un guidatore umano di sicurezza e non serviranno più nemmeno i controlli manuali. Le auto potranno andare in strada da sole.
L’altra novità è che non sarà più necessario che ogni nuovo modello compia un test di un anno prima di essere venduto: così si accorcia ancora il tempo per la messa in moto delle auto senza pilota per il grande pubblico. Secondo il Financial Times il mercato delle auto a guida autonoma potrebbe nascere già a fine 2018.
A maggio la Germania ha approvato una legge che stabilisce le condizioni per la messa su strada. Voluta nel 2016 da Angela Merkel, la legge prevede che il pilota roimanga sempre seduto dietro il volante, pronto a prendere il controllo per qualunque necessità. La nuova legge consente all’industria di rodare veicoli in cui i conducenti possano togliere le mani dal volante e distogliere lo sguardo dalla strada per navigare sul web o controllare le e-mail mentre il veicolo gestisce lo sterzo o frena autonomamente.
D’obbligo una scatola nera in grado di prendere nota di ogni evento che si verifica a bordo, e cruciale per l’attribuzione delle responsabilità in caso di incidenti.
Il conducente sarà “colpevole” per gli incidenti che avvengono sotto la sua guida, ma se il sistema è in funzione e si verifica un guasto, sarà il produttore il responsabile.