IL DOCUMENTO

Cyber defence, Copasir: “L’Italia può giocare un ruolo chiave in Ue”

Approvata la Relazione sulle prospettive di sviluppo della difesa comune europea: “Dominio cibernetico opportunità di crescita per l’Europa. Serve cooperazione tecnologica”

Pubblicato il 28 Lug 2022

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Cyber defence priorità strategica della Ue. È questo uno dei punti chiave sottolineati dal Copasir nella Relazione sulle prospettive di sviluppo della difesa comune europea e della cooperazione tra i servizi di intelligence, relatore Enrico Borghi.

“Nello sviluppo di una difesa comune europea, una particolare opportunità è rappresentata dal dominio cibernetico, entrato solo di recente tra le priorità delle organizzazioni militari e quindi scevro da quelle stratificazioni storiche, economiche e amministrative che nei domini tradizionali rendono più difficile l’adozione di un approccio condiviso tra le Forze armate degli Stati membri”, si legge nella Relazione.

“Il nostro Paese può e deve giocare un ruolo di rilievo in tale contesto, non tralasciando quindi il tassello cyber defence nel contesto della strategia di cybersicurezza – si evidenzia – Anche per quanto riguarda l’aerospazio, incluso dallo Strategic compass tra i domini di importanza strategica, l’Italia può fornire un contributo importante in virtù dell’alto livello di specializzazione dell’industria nazionale in questo campo”.

Anche per quanto riguarda l’aerospazio, incluso dallo Strategic compass tra i domini di importanza strategica, l’Italia può fornire un contributo importante in virtu’ dell’alto livello di specializzazione dell’industria nazionale in questo campo”.

Nel documento si rileva, inoltre, che “per quanto più in generale riguarda l’industria europea della difesa, lo Strategic compass ha rilevato che la molteplicità dei sistemi d’arma adottati su base nazionale e la conseguente frammentazione della base produttiva rappresentano un grave ostacolo al superamento delle carenze di capacità militare dell’Europa”.

Investire nella cooperazione tecnologica

Tra gli obiettivi indicati nel documento investire nella cooperazione tecnologica militare e integrare la funzione di difesa della Nato con una propria autonoma capacità di intervento in situazioni di crisi esterne al raggio d’azione dell’Alleanza atlantica ma potenzialmente destabilizzanti per l’Unione.

“Resta impercorribile – secondo il documento – l’idea di un’intelligence unificata per gli stati membri dell’Ue, così come risulta impraticabile l’idea di un esercito europeo. Rimane però l’esigenza di migliorare le sinergie per la gestione dei flussi informativi, anche valorizzando la partecipazione dell’Italia e di altri Stati membri ad alcuni consessi di collaborazione in materia come il Quint e i Fourteen Eyes. E’ inoltre indispensabile superare la condizione di dipendenza energetica.

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