DAVOS2020

Cybercrime, danni per 6 trilioni di dollari nel 2021

Il Wef stila i principi per rafforzare la tutela dei consumatori. E invita gli Isp a mettere a punto ” tutele by default” e a sensibilizzare gli utenti. Gli attacchi più frequenti? Social engineering e phishing, denial of service e malware

Pubblicato il 23 Gen 2020

cybersecurity-151210115901

La maggior parte dei cyber-attacchi prende di mira il più grande numero possibile di utenti Internet, sono relativamente facili da sferrare per i cyber-criminali e possono causare danni ingenti: l’impatto dell’attività malevola online su scala globale sarà di 6.000 miliardi di dollari nel 2021. È quanto si legge nello studio presentato a Davos dal World Economic Forum e realizzato insieme ai maggiori Internet service provider (Isp) mondiali.

L’obiettivo della ricerca, frutto di un anno di sviluppo e test, è fare il punto sulle maggiori minacce cibernetiche e identificare le strategie per proteggere i consumatori. Il gruppo di lavoro del Wef ha stilato quattro principi per impedire che le attività malevole raggiungano gli utenti finali intaccando anche la reputazione delle imprese e il generale “trust” nelle attività online: la fiducia nella sicurezza di Internet è fondamentale per sostenere e far crescere l’economia digitale.

Proteggere i consumatori in quattro mosse

Ecco dunque i quattro principi fondamentali di cui viene raccomandata agli Isp l’adozione. Uno, proteggere “by default” i consumatori dai cyber-attacchi e agire in concerto con gli altri Isp per individuare le minacce note e rispondere. Due, intraprendere una serie di azioni per aumentare la conoscenza delle minacce e sensibilizzare il pubblico e aiutare i consumatori a proteggere le loro reti e i loro dispositivi. Tre, collaborare più da vicino con i produttori e vendor di hardware, software e infrastrutture per alzare il livello dei requisiti minimi di sicurezza. Quattro, intraprendere azioni per rafforzare la sicurezza del routing e del signalling per rendere più efficace la difesa contro gli attacchi.

Quali sono le minacce più comuni

Le minacce più comuni che si indirizzano verso gli Isp e i loro clienti sono le frodi basate sul social engineering, la distribuzione dei malware e le tecniche per interferire con i protocolli di routing al fine di condurre attacchi DoS.

Nel caso delle azioni di social engineering, le comuni tecnologie di comunicazione, come l’email, vengono usate dagli hacker per ottenere informazioni sensibili e estorcere denaro. Secondo il 2019 Verizon Data Breach Report, il 33% di tutti i data breach nel 2018 ha incluso attacchi social engineering e il 32% attacchi di phishing. Oggi attacchi di phishing e social engineering vengono subiti dall’85% delle organizzazioni.

Sulla distribuzione del malware, spesso finalizzata a mettere in operazione delle botnet, un’analisi di Accenture su quasi 1.000 cyberattacchi evidenzia che si tratta del tipo di attacco più frequente in assoluto e in molti casi anche il più costoso da risolvere.  

Infine, gli attacchi DoS o Denial of service: quando vengono sferrati possono rappresentare fino al 25% del traffico internet totale di un paese. Gli attacchi DoS e web-based sono un fattore importante di perdita di fatturato per le aziende che li subiscono; il costo medio del downtime associato con gli attacchi DoS nel 2018 è stato di 221.836 dollari per attacco.

Più trust nell’ecosistema Internet

L’intezione del Wef, si legge nello studio, non è fornire dettagli tecnici su come proteggere le reti o le infrastrutture critiche dai rischi esterni, ma di dare alcuni principi focalizzati su azioni di tipo “strategico” che, secondo gli Isp che hanno collaborato alla loro messa a punto, possono aiutare gli Internet service provider a proteggere i consumatori dai comuni crimini online e, di conseguenza, a rendere il web nel suo complesso un posto più affidabile e sicuro. O, come si legge nello studio, “contribuire all’igiene dell’ecosistema online di ogni nazione”.

Adottare principi per un comportamento più responsabile sul web produce benefici di ampia portata, sottolinea ancora lo studio. Per esempio, si costruisce la fiducia (trust) del pubblico nei servizi online. Inoltre liberare le reti dalle attività malevole aumenta per gli Isp i margini di profitto. Le aziende migliorano anche la loro reputation, rafforzanzo il brand e le politiche di Corporate social responsibility (CSR).

“Gli Isp hanno un’opportunità unica di mettersi alla guida di un nuovo approccio, basato sui valori, a come vengono usate le loro tecnologie, i loro servizi e le loro infrastrutture. Lavorando insieme in modo responsabile, gli Isp possono aiutare a favorire l’uso delle tecnologie da parte della società e contribuire al bene comune”, secondo il Wef.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati