L’EVENTO

Cybersecurity, Profumo: “Strategia unica europea, subito roadmap”

L’amministratore delegato di Leonardo apre i lavori del Cybertech Europe 2018: “Serve un approccio olistico e produttivo per affrontare le nuove sfide. Più investimenti e collaborazione tra pubblico e privato. Centrale il ruolo di Europa e Nato”

Pubblicato il 26 Set 2018

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La cybersecurity sta diventando progressivamente sempre più importante nelle nostre vite di tutti i giorni, man mano che assistiamo a un rapido processo di digitalizzazione che sta coinvolgendo il mondo delle istituzioni, dei servizi pubblici e delle imprese, aprendo nuovi scenari nel mondo delle comunicazioni, dei servizi finanziari, della gestione delle infrastrutture critiche, dell’elaborazione e protezione dei dati e del cloud computing. A confermarlo sono le previsioni di mercato, che parlano di una vera e propria fase di boom per l’intero settore, che arriverà a valere 180 miliardi di euro entro il 2021. Sono le cifre illustrate da Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo, durante il suo intervento di apertura al Cybertech Europe 2018, la manifestazione co-organizzata dal player globale dell’aerospazio, difesa e sicurezza, in corso a Roma nel Convention center La Nuvola.   

“I nemici non sono sempre visibili e i conflitti non conoscono confini – sottolinea Profumo – nel 2017 si sono verificati 1.127 cyber-attacchi gravi su scala globale, e si è dimostrato come quello del cybercrime sia un mondo in rapida evoluzione tecnologica. Un contesto in cui il ruolo di industria, esperti e service provider è cruciale, perché gli impatti degli attacchi informatici non riguardano soltanto il livello economico, ma anche quello della sicurezza nazionale. Oggi per garantire un cyberspazio sicuro e resiliente non sono più sufficienti le strategie di difesa tradizionali, basate sulla difesa del perimetro, ma c’è bisogno di essere proattivi, di prevedere e rispondere in tempo reale ai cyberattacchi, utilizzando l’analisi comportamentale e i sistemi di risposta automatizzati”.

Profumo ha poi tracciato la strada di un nuovo “approccio olistico” necessario per affrontare le nuove sfide, partendo dalla necessità di condividere i dati e le conoscenze sugli attacchi, per aumentare la consapevolezza delle minacce. “Abbiamo bisogno di una solida roadmap europea a lungo raggio – prosegue l’Ad di Leonardo – che possa generare strategie, policy e soluzioni sostenibili, che ci mettano nelle condizioni di creare tecnologie più resilienti e sicure. Per questo gli Stati membri dovranno lavorare insieme alle imprese del settore e agli utenti finali per individuare il modo migliore di rispondere alle minacce. Ci sono da definire standard, regole e pratiche per la creazione del digital single market europeo, è l’unico modo per garantire un alto livello di sicurezza. Per questo è rilevante che 2 miliardi di euro dei complessivi 9,2 messi a disposizione a giugno dalla Commissione europea con il Digital Europe programme siano espressamente destinati alla cybersecurity”. 

Poi l’Ad di Leonardo ha sottolineato l’importanza di investire in ricerca e sviluppo, ma anche sulle persone: “La creazione di un cyber competence centre europeo annunciata dalla Commissione Ue a metà settembre – sottolinea Profumo – che funzionerà con il contributo del network dei cyber competence centre nazionali, renderà possibile la costruzione di una community sempre più ampia di contrasto al cybercrime, e assicurerà il supposto economico per i progetti collaborativi tra il mondo della ricerca e quello dell’Industria”. 

Fondamentale, in secondo luogo, il ragionale in ottica di open innovation, rafforzando le collaborazioni con il mondo della ricerca, le università, le startup e l’industria e dando vita a progetti di partnership tra pubblico e privato, tra i livelli nazionali, europei e possibilmente globali”. 

Ma cosa rimane da fare per innalzare il livello di protezione? La strada tracciata da Profumo chiama in causa le nuove strategie della Nato, che ha recentemente riconosciuto il cyberspace come campo operativo insieme ad aria, terra, mare e aria, includendo la cyberdifesa come uno degli obiettivi chiave della difesa collettiva. “Questo è un ottimo esempio di approccio produttivo – sottolinea l’Ad di Leonardo – il prossimo passo importante da compiere è a questo punto che gli investimenti in cybersecurity siano inseriti nell’obiettivo Nato di spendere in difesa il  2% del prodotto interno lordo dei Paesi membri dell’alleanza”. 

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Antonello Salerno
Antonello Salerno

Professionista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all'Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un'agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, su CorCom, nel 2013. Mi muovo su tutti i campi dell'economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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