IL REPORT

La cybersecurity non è “lavoro” per donne: troppo alto il gender gap

Rapporto Kaspersky: è del 23% la percentuale femminile di manager contro il 77% di quella maschile. Eppure le imprese che investono in parità di genere e diversity registrano un +19% dei ricavi

Pubblicato il 23 Ott 2019

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Gender gap marcato nella cybersecurity. Emerge dall’indagine Kaspersky (realizzata da 451 Research) secondo cui nel 45% delle grandi aziende è del 23% la percentuale di donne che ricoprono incarichi di Chief Information Security Officer contro il 77% di quella degli uomini. Ed è inferiore rispetto a quella relativa al resto della forza lavoro aziendale. La percentuale relativa alle posizioni dirigenziali a livello mondiale è pari al 25%.

Eppure investire nello “women power” è un buon affare. Le imprese con un’alta percentuale di diversity al loro interno, spiega Kaspersky, registrano, a livello globale, un +19% di entrate derivanti dall’innovazione: “Un buon indicatore del fatto che la parità di genere – dice il report – non sia solo una questione etica, ma anche un fattore importante per l’efficienza aziendale”.

Ma solo il 37% delle aziende sta mettendo in atto, o ha pensato di attuare, una serie di programmi che potrebbero portare ad un aumento del numero delle donne nell’ambito della cybersecurity. Per aiutare le donne ad avere successo nelle imprese e a fare passi avanti nella loro carriera, esistono molte iniziative in diversi campi, anche in quello della tecnologia o in quello imprenditoriale in generale.

Cybersecurity, troppo poche le donne

Il settore della cybersecurity, così come il mondo dell’informatica in generale, può essere considerata una realtà prevalentemente maschile. Questa percezione potrebbe rivelarsi anche un ostacolo vero e proprio all’ingresso delle donne nel settore. Secondo l’indagine il 45% dei Chief information security officer dichiara che le donne sono poco rappresentate all’interno dei loro dipartimenti.

Quasi la metà delle realtà coinvolte dal sondaggio ha dichiarato di fornire, o di voler fornire, programmi di stage rivolti a studentesse (42%) o di essere pronta a formare candidate con pochi titoli o nessun titolo (40%). Solo il 22% degli intervistati dichiara di assumere delle candidate provenienti da altri dipartimenti all’interno delle proprie organizzazioni.

Cybersecurity, più uomini al comando

Gli uomini che ricoprono ruoli di leadership nell’ambito della sicurezza informatica sono più numerosi rispetto alle donne. Solo un quinto (23%) degli intervistati, tra coloro i quali hanno fornito informazioni circa il genere, ha dichiarato di appartenere all’universo femminile. Nonostante questo dato, la quantità degli incarichi assegnati per ruoli di questo tipo suggerisce una crescita che riguarda proprio il numero di donne che ricoprono posizioni di rilievo nella cybersecurity: il 20% delle intervistate ha dichiarato di essere approdata ad un ruolo di leadership nell’ambito della sicurezza informatica negli ultimi due anni, il doppio rispetto al dato relativo agli uomini (10%) per lo stesso tipo di ruolo e nello stesso periodo di tempo.

“La situazione nel settore sta cambiando, ma che è ancora lontana dall’aver raggiunto l’ideale prefissato – dice Evgeniya Naumova, Managing Director per l’Europa di Kaspersky -. Non si tratta solo di trovare un equilibrio a livello di genere. Molti responsabili di cybersecurity dichiarano di non ricevere abbastanza candidature femminili. Serve incoraggiare le donne a scegliere questo tipo di percorso professionale”.

Kaspersky ha creato una comunità online, Women in Cybersecurity, che punta a sostenere la crescita professionale delle donne che entrano nel settore della sicurezza informatica o di quelle che già lavorano nel settore. L’azienda, inoltre, organizza in modo regolare gli eventi “CyberStarts” negli Stati Uniti e in Europa, per dare sostegno alla prossima generazione di professionisti della sicurezza informatica. Tra i temi chiave dell’evento ci sono proprio le azioni per ridurre il “gender gap” nel settore della sicurezza informatica.

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