CYBERSECURITY

Trump contro Kaspersky: al bando i software russi dalla Casa Bianca

La società fondata a Mosca e con uffici anche a Washington giudicata “troppo influenzabile” dal Cremlino. Entro 90 giorni gli enti pubblici Usa dovranno dismettere i software russi. La replica di Kaspersky: “Accuse infondate”

Pubblicato il 14 Set 2017

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Kaspersky Lab subisce la purga del presidente Donald Trump preoccupato dal cyber spionaggio russo: dopo essere stata esclusa dalla lista di fornitori autorizzati di software per le istituzioni governative e gli enti pubblici, la società di sicurezza informatica fondata in Russia riorganizzerà la divisione Kaspersky Government Security Solutions (KGSS) con sede a Washington e che finora si è occupata di fornire servizi ai clienti governativi negli Usa, come riferito dal sito Cnews.ru.

Il governo americano aveva escluso Kaspersky dalla lista di fornitori autorizzati per gli enti pubblici a luglio. Più di recente il dipartimento di sicurezza nazionale (Homeland security) ha vietato l’accesso della società con sede a Mosca a qualunque contratto con i dipartimenti e le agenzie federali e ora ha ordinato agli enti pubblici di individuare, entro 30 giorni, se hanno implementato software di Kaspersky Laboratory e, nel caso, di dismetterli entro 90 giorni.

L’agenzia di stampa Reuters conferma che l’amministrazione Trump ha chiesto agli enti pubblici di rimuovere ogni prodotto di Kaspersky Lab dalle loro reti, temendo che la società di cyber security russa sia influenzabile dal Cremlino e che l’utilizzo del suo software anti-virus metta a rischio la sicurezza nazionale.

Il dipartimento di Homeland security si è detto “preoccupato dai legami tra alcuni manager di Kaspersky e l’intelligence russa o altri elementi del governo di Mosca”. Inoltre, il governo americano teme le conseguenze della norma che in Russia permette alle agenzie di intelligence di esigere assistenza da Kaspersky nelle loro indagini e di intercettare le comunicazioni che transitano sulle reti di telecomunicazione russe.

La decisione rappresenta la risposta agli elementi raccolti dalle agenzie di intelligence Usa dopo le ultime elezioni presidenziali americane e che hanno puntato il dito contro le azioni di Mosca nel cyber spazio e lo sfruttamento della Rete per influenzare la politica internazionale.

In una nota, Kaspersky Lab ha respinto, come ha già fatto nei mesi scorsi, ogni accusa arrivata da Washington, affermando che le leggi di data sharing del governo russo vengono male interpretate perché si applicano solo ai servizi Tlc e agli Internet service provider e non ai fornitori di prodotti di sicurezza informatica.“Considerato che Kaspersky Lab non ha legami non appropriati con alcun governo, l’azienda è amareggiata dalla decisione dello U.S. Department of Homeland Security, ma è anche grata per l’opportunità di poter fornire maggiori informazioni all’agenzia per confermare che queste accuse sono assolutamente infondate”, afferma la società russa. Più dell’85% del fatturato di Kaspersky Lab proviene dall’esterno dei confini russi, “un’ulteriore dimostrazione che una collaborazione non appropriata con qualunque governo sarebbe dannosa per il suo bilancio. Kaspersky Lab non ha mai aiutato e mai aiuterà alcun governo al mondo in attività di cyber spionaggio o cyber attacco ed è sconcertante che un’azienda privata possa essere considerata colpevole fino a prova contraria a causa di questioni geopolitiche”, conclude la nota.

Kaspersky, che ha anche dei centri di ingegneria informatica negli Stati di Washington e del Massachusetts, non lascia comunque gli Usa – anzi, aprirà due nuove divisioni a Chicago e a Los Angeles. Ma, per ora, solo per clienti non governativi.

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