TECH WAR

Ultimo affondo di Trump contro Huawei: nuovo stop alle forniture per il 5G

Alla vigilia dell’insediamento di Biden, revocata l’autorizzazione a vendere componenti dell’azienda cinese a decine di imprese Usa. Colpiti anche i chipmaker come Intel. La replica di Pechino: “Chiaro atto di bullismo”

Pubblicato il 18 Gen 2021

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L’amministrazione Trump non rinuncia alla sua tech war contro la Cina e il suo colosso degli apparati di rete Huawei: a due giorni dall’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca, il governo uscente ha notificato a una serie di aziende americane, tra cui il chip maker Intel, l’intenzione di revocare le licenze per vendere componenti al vendor di Shenzhen. Lo riporta Reuters.

Inoltre, verranno respinte le richieste presentate da decine di altre aziende americane per commerciare con Huawei. Si tratta, per lo più, di prodotti e tecnologie legati al 5G. L’autorizzazione speciale è necessaria da quando il dipartimento del Commercio Usa ha inserito Huawei nella “lista nera” delle aziende con cui è vietato – tranne permessi eccezionali – condurre affari per motivi di “sicurezza nazionale”.

Nel mirino il rifornimento di chip

In una email visionata dall’agenzia di stampa Reuters, la Semiconductor industry association ha affermato che il Commerce department ha comunicato l’intenzione di respingere un consistente numero di richieste di autorizzazione di esportazione a Huawei e ha revocato “almeno una licenza già concessa” (potrebbe essere quella di Intel, ma il chip maker non ha rilasciato alcun commento).  Ma altre fonti indicano che le licenze che verranno revocate sono già otto.

Anche il chipmaker Kioxia (ex Toshiba Memory) potrebbe subire il ritiro di almeno una delle due autorizzazioni ottenute dal dipartimento del Commercio americano.

L’associazione dell’industria dei semiconduttori ha specificato che le azioni dell’amministrazione Trump toccano un’ampia gamma di prodotti del settore dei chip e ha sottolineato le difficoltà per i produttori americani di adeguarsi alla nuova situazione dopo aver atteso mesi per ottenere l’autorizzazione a vendere a Huawei.

Le aziende americane che hanno ricevuto la comunicazione “intent to deny” (intenzione di negare il permesso) dal Commerce department hanno 20 giorni per rispondere e il dipartimento ha 45 giorni per comunicare se la decisione diventa definitiva o no. Le aziende avranno poi altri 45 giorni per fare ricorso.

Difesa della sicurezza Usa? La replica di Pechino: “Bullismo”

Il dipartimento del Commerce ha rha dichiarato che continua a lavorare in stretto coordinamento con le altre agenzie governative per applicare le regole sulle licenze in modo da “proteggere la sicurezza nazionale americana e gli interessi di politica estera”.

Da Pechino la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha definito la mossa degli Stati Uniti “un chiaro atto di bullismo”, commesso in violazione dei principi di mercato e di concorrenza leale, che viola le regole del commercio internazionale. “Esortiamo gli Stati Uniti a revocare immediatamente la decisione sbagliata”, ha aggiunto la portavoce del ministero degli Esteri, “e porre fine al comportamento illecito di reprimere irragionevolmente le società straniere”.

La questione del 5G

La decisione del governo Usa arriva dopo una serie di incontri avvenuti a inizio mese tra i rappresentanti dei dipartimenti del Commercio, di Stato, della Difesa e dell’Energia. L’amministrazione Trump ha in seguito delineato le linee guida su quali tecnologie servono per lo sviluppo delle reti 5G e hanno quindi proceduto con l’emissione degli avvisi “intent to deny” a una serie di aziende che forniscono a Huawei componenti per le reti mobili di ultima generazione.

Fondamentalmente verrebbe respinta la maggior parte delle 150 domande di licenza ricevute e ancora non assegnate proprio perché “controverse” e che corrispondono a beni e tecnologie per un valore complessivo di 120 miliardi di dollari.

Altre richieste giunte al dipartimento del Commercio, per beni e tecnologie del complessivo di 280 miliardi di dollari, non sono ancora state visionate dalle autorità.

La strategia dell’amministrazione Trump è di consentire il commercio verso Huawei e la Cina di prodotti tecnologici non avanzati, lasciando fuori le tecnologie più se e legate all’implementazione delle reti 5G.

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