5G, investimenti al palo: “L’industria non collabora”

La Commissione Ue lamenta la mancanza di dialogo tra telco e industrie verticali. DG Connect: “Rischiamo di restare indietro come nel 4G”

Pubblicato il 28 Apr 2016

reti-120224142244

Il recente summit dell’Etsi sul 5G ha portato alla luce le grandi sfide connesse con l’affermazione della nuova tecnologia mobile: i rappresentanti della Commissione europea e gli esperti dell’industria telecom sono stati concordi nell’affermare che gli investimenti sono il nodo cruciale da sciogliere perché “i singoli settori industriali cui gli operatori mobili sperano di rivolgersi con il 5G non hanno finora mostrato grande interesse in questa tecnologia”, ha sottolineato Gerard de Graaf, direttore della sezione “Economia digitale e coordinamento” di DG Connect.

Il 5G, ha spiegato de Graaf, richiede un cambio di marcia nelle reti (e politiche) mobili: non si applica più il criterio del “one size fits all”, ma occorrono reti (e policy) disegnate per rispondere alle necessità specifiche dei singoli settori e utilizzatori. Ciò richiederà miliardi di euro di investimenti. E non solo le politiche generali per il settore telecom andranno riviste: anche standard tecnici e uso dello spettro dovranno essere riconsiderati.

“L’investimento è probabilmente la sfida numero uno”, ha ribadito de Graaf. “Gli operatori devono investire ma investiranno se vedono un business case e un possibile ritorno sull’investimento. Sul 4G siamo già arrivati tardi e non ci siamo coordinati e abbiamo accumulato un ritardo che ancora cerchiamo di colmare”.

Per de Graaf l’industria delle telecomunicazioni è troppo timorosa e cauta nell’abbracciare i trend del futuro e deve dialogare più da vicino con le industrie verticali. De Graaf ha aggiunto che la Commissione europea (di cui DG Connect fa parte) sta facendo molto per far incontrare i due mondi: telco con produttori d’auto, utility, fornitori di servizi sanitari, e così via. Ma “ci saremmo aspettati fitte trattative, invece questi attori non si parlano tra loro”.

Lo stesso ostacolo si presenta quando si tratta di standardizzazione: “La 5G-PPP va bene”, ha detto de Graaf, “ma va potenziata” perché i due mondi (telco e industrie verticali) dialoghino in maniera più efficace: “Gli operatori dovrebbero capire meglio i modelli di business e le opportunità commerciali, le industrie verticali dovrebbero capire meglio come la rete può aiutarli“. Se le telco si comporteranno come hanno fatto col 4G, ha concluso de Graaf, “non c’è da essere ottimisti”.

Allo stesso summit Etsi, Bernard Barani, vice direttore di DG Connect, ha presentato un piano di azione in più fasi proprio per la 5G-PPP (5G public private partnership, iniziativa congiunta della Commissione Ue e dell’industria europea dell’Ict), che cerca di stimolare gli investimenti nella tecnologia 5G da parte delle industrie diverse da quella delle telecomunicazioni. Il piano prevede una prima introduzione del 5G nelle frequenze più basse per il 2020 e una successiva fase che usa frequenze più alte per il 2022.

La Commissione europea prevede anche un “test di verifica integrato” di servizi e funzioni che unisce tecnologia radio, reti e applicazioni. Eric Guttman del 3GPP ha ammesso che forse ora non si prevede più la realizzazione di tutti i casi d’uso previsti in precedenza nelle “dichiarazioni di obiettivi” per il 5G, ma resta ottimista sul fatto che alcuni settori, come la sicurezza pubblica e le smart cities adotteranno la nuova tecnologia.

Nell’industria telecom invece resta lo scetticismo, soprattutto riguardo al coinvolgimento dei mercati verticali: “Non siamo riusciti a suscitare l’interesse dei partner industriali sulla realizzazione di grandi reti per la IoT“, ha dichiarato Thierry Nagellen degli Orange Labs. Anzi, Nagellen mette in dubbio le previsioni della Commissione sul fatto che i partner dei mercati verticali sfrutteranno a proprio beneficio una rete di device connessi stimati tra 20 e 50 miliardi di unità: secondo il manager di Orange Labs, i settori che la Commissione europea dice potranno trarre i maggiori vantaggi dal 5G “non vogliono collaborare in nessun modo”; manca la sinergia tra settori industriali e questo rischia di tradursi in “20 miliardi di device isolati, non 20 miliardi di device interconnessi”.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati