TECNOLOGIA

Addio a Flash, Adobe stacca la spina al software che cambiò il Web

A 25 anni dalla sua creazione l’applicazione per animazioni e siti interattivi lascia il campo agli standard aperti. Via alla disinstallazione: ecco come effettuarla

Pubblicato il 12 Gen 2021

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Adobe stacca la spina a Flash. A 3 anni dall’annuncio di “fine-vita” della stessa Adobe, dopo la “condanna” di Steve Jobs 10 anni fa e dopo 25 anni di onorata carriera il software che ha cambiato volto ai contenuti interattivi e multimediali dice davvero addio e lascia spazio ad altre applicazioni più leggere e sicure. Da oggi viene bloccata definitivamente l’esecuzione dei contenuti con Flash Player. Per disinstallarlo è sufficiente seguire le istruzioni sul sito di Adobe, e poi eliminarne le estensioni dai browser.

Cronistoria di Flash

Nato nel 1993 grazie alla società FutureWave Software sotto il nome di SmartSketch, il progetto viene poi ribattezzato Flash con l’acquisizione da parte di Macromedia che distribuisce Flash come plug-in del browser per la riproduzione di contenuti. Macromedia aggiunge una serie di funzionalità che trasformano la piattaforma di web animation in uno strumento completo per applicazioni. L’adozione sale alle stelle. Nessun altro software è così potente con dimensioni di download così ridotte.

Nuovo cambio di mano nel 2005 quando diventa di proprietà di Adobe, in un periodo di pieno successo del software: l’azienda aumenta ulteriormente le capacità di scripting del software e aggiunge anche il supporto 3D.

Ma negli anni diventa obsoleto. Insieme alle possibilità offerte dai vari aggiornamenti aumentano le falle. Concorrenti come l’Html5 emergono per agilità e potenza.

Oltre ad essere permeabili ad attacchi hacker, Adobe Flash è diventato sempre più “inutile”, sostituito dallo standard Html5. Del resto lo ha detto la stessa Adobe: “Standard aperti come HTML 5, WebGL e WebAssembly sono migliorati in continuazione negli anni e sono alternative credibili ai contenuti in Flash“.

La “condanna” di Steve Jobs

Il primo colpo viene assestato dalla transizione di Youtube da Flash a Html5. Ma è soprattutto l’”embargo” di Steve Jobs a decretarne la fine: Flash non viene consentito sui dispositivi mobili Apple a causa delle scarse prestazioni, della mancanza di supporto touch e della comparsa di nuovi standard web aperti. Una mossa controversa, che accelera il passaggio verso Html5 e altre tecnologie open, fin quando la stessa Adobe ha finalmente ammesso la sconfitta nel luglio 2017, annunciando che avrebbe cessato lo sviluppo di Flash.

Fine di un’epoca: largo agli standard open

Piattaforma software multimediale, Adobe Flash è stato utilizzato per sviluppare e riprodurre animazioni, contenuti audio e video, giochi e app web. Senza l’estensione Flash installata sul browser, sul web era quasi impossibile navigare: i video non si riproducevano, le presentazioni non venivano visualizzate e i siti Web interattivi non si caricavano. Flash ha dominato i contenuti interattivi di Internet. Permetteva di creare contenuti grafici e interattivi come cartoni animati e videogiochi prima della diffusione delle tecnologie attuali. Da Angry Birds a Clash of Clans passando per FarmVille, Machinarium e Super Mario 64, sono tanti i capisaldi del gaming che hanno beneficiato di questa tecnologia. Senza tralasciare i moltissimi contenuti fruibili via web e gli instant game.

Punto di svolta per tutta la Rete, ha cavalcato in qualche modo lo spirito “free” del web puntando tutto sulle immagini e il movimento e lanciato la “creatività visiva” degli anni ’90. Non a caso il suo creatore, Jonathan Gay, disse che con Flash il web avrebbe potuto intraprendere una strada per immagini, filmica e “televisiva” invece che la “Twittersphere” testuale che si è affermata.

L’Internet Archive, no-profit con sede a San Francisco che punta a mantenere la memoria della cultura di internet, sta salvando centinaia di animazioni e di videogiochi Flash sulla sua piattaforma.

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