PUNTI DI VISTA

Agenda digitale, passare all’azione

E’ finito il tempo delle speculazioni. Bisogna agire, partendo dai decreti attuativi e da investimenti mirati

Pubblicato il 01 Giu 2013

agenda-digitale-121019154538

In questi ultimi mesi il cammino italiano verso l’attuazione dell’Agenda Digitale sembra aver subito già una prima battuta di arresto, che speriamo sia solo momentanea. Da un lato è colpa delle complesse vicende politiche che si sono appena succedute e che hanno portato alla formazione di questo nuovo governo ancora in fase di orientamento. Dall’altra ci sono state alcune recenti decisioni, come quella della Corte dei Conti, che ha espresso un parere negativo circa lo statuto dell’Agenzia per l’Italia Digitale, provocando un rallentamento nei lavori dell’ente e di conseguenza nell’attuazione dell’Agenda, che è appunto precipuo compito dell’Agid.

Mai come adesso, invece, sarebbe necessario passare in Italia dalle speculazioni intorno al digitale ad un’azione concreta e incisiva, per impedire che l’Agenda Digitale rimanga lettera morta e per impedirci di rimanere indietro rispetto alla politica digitale europea.

In particolare, per una corretta attuazione dell’Agenda sarebbe certamente utile che nel nostro Paese ci fosse un unico, forte e autorevole organismo a tenere in mano le redini di tutto il settore e questo organismo, in prospettiva, potrebbe essere di certo l’Agenzia per l’Italia Digitale. L’Agid, nonostante il nome che porta non ha al momento gli stessi poteri e la medesima autonomia di un’Agenzia, non solo, attualmente deve rispondere del suo operato a quattro ministeri e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, cosa che di fatto rallenta e complica la sua attività.Sarebbe perciò auspicabile che l’Agid guadagnasse maggiore autonomia e venisse dotata di una governance semplificata, ma questa non sembra essere la prima preoccupazione dei nostri governanti, visto che il neo Presidente Letta ha accennato alla possibilità che molti dei poteri che sono stati da poco affidati all’Agid vengano “spostati” al vecchio Dipartimento per la digitalizzazione della PA e per l’Innovazione tecnologica, in quanto unica struttura ad avere fondi a disposizione. Una scelta del genere svuoterebbe ulteriormente l’Agid delle sue funzioni e costituirebbe un altro rallentamento al processo digitale in Italia: di questo passo quando verranno emanate le regole tecniche che tanto attendiamo?

Le regole tecniche sono infatti quell’ultimo, fondamentale segmento che manca al processo digitale italiano per potersi compiere correttamente. L’Agenda Digitale non ha apportato sotto questo punto di vista dei cambiamenti significativi, dal momento che si è limitata a richiamare dei principi molto generali che erano già presenti nella nostra normativa (basti pensare al Codice dell’Amministrazione Digitale, in vigore già dal 2006), che è stata ed è ancora all’avanguardia rispetto al resto d’Europa.

Quello che serve, invece, è mettere in pratica questi principi e chiarire nel dettaglio la loro modalità di applicazione attraverso i decreti attuativi che da tempo si attendono. Si pensi, solo per fare un esempio, all’ultimo decreto attuativo sulla fatturazione elettronica nelle PA e alle regole tecniche in materia di formazione e conservazione digitale del documento informatico che tuttora aspettiamo.

C’è un altro aspetto fondamentale che speriamo venga presto preso nella dovuta considerazione dal nuovo governo: gli investimenti economici che devono supportare la digitalizzazione del nostro Paese. La digitalizzazione a costo zero non esiste, ma necessita di spese ingenti soprattutto nella fase di start up, quando è necessario attuare investimenti in termini di hardware, software e formazione, che andranno poi diminuendo a processo avviato e verranno comunque bilanciati dai risparmi su carta e stampa. Questo non vuol dire che non si debba continuare ad investire: per mantenere un sistema di conservazione digitale a norma e rispettoso delle regole per la privacy bisogna attuare degli investimenti costanti nel tempo, tenendo conto che la natura del documento informatico è dinamica e richiede che si aggiornino costantemente supporti, formati, competenze, per stare al passo con l’evolversi della normativa e della tecnologia.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati