Elaborare i dati scientifici direttamente sulla superficie lunare, utilizzare l’intelligenza artificiale per interpretare documenti e immagini, verificare sul campo le prestazioni di un sistema di calcolo avanzato. Sono gli obiettivi di HPE Spaceborne Computer-4, il modulo che viaggerà a bordo del rover FLIP di Astrolab in una missione diretta nei pressi del Polo Sud del satellite.
Il progetto porta sulla Luna il modello dell’elaborazione vicino alla fonte dei dati, già sperimentato dal programma Spaceborne Computer sulla Stazione Spaziale Internazionale. La nuova destinazione richiederà di verificarne l’affidabilità in condizioni ambientali estreme, con applicazioni che comprendono ricerca, mobilità e protezione informatica.
Secondo il calendario indicato nel comunicato, il lancio è previsto per la fine del 2026, nell’ambito dell’iniziativa Commercial Lunar Payload Services (CLPS) della NASA, che coinvolge fornitori commerciali nel trasporto di carichi utili sulla Luna. Il lander Griffin-1 di Voyager Technologies porterà il rover, al cui interno sarà installato il computer.
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Una piattaforma di calcolo per le attività lunari
Spaceborne Computer-4 è destinato a eseguire quelli che HPE presenta come i primi benchmark di calcolo ad alte prestazioni sulla superficie lunare. Questi test serviranno a misurare il comportamento del sistema e a raccogliere indicazioni per le infrastrutture informatiche delle missioni successive.
L’interesse industriale riguarda la possibilità di mettere a disposizione capacità di elaborazione utilizzabili da strumenti scientifici, piattaforme mobili e servizi destinati alle future attività sulla Luna. La missione dovrà verificare quanto queste tecnologie possano contribuire allo sviluppo della cosiddetta lunar economy, l’insieme delle attività economiche legate all’esplorazione e all’utilizzo del satellite.
“Da oltre 70 anni, l’innovazione di HPE sostiene alcune delle missioni spaziali più importanti della storia. Il prossimo capitolo dell’esplorazione lunare dipenderà dalla capacità di trasformare i dati in insight significativi nel momento stesso della scoperta”, afferma Scott Wiest, Vice President, Fellow and Global Sales Chief Technologist di HPE. “Con l’HPE Spaceborne Computer-4, portiamo l’intelligenza artificiale e il calcolo ad alte prestazioni direttamente sulla Luna, contribuendo ad accelerare le scoperte scientifiche e a costruire le infrastrutture per la prossima era dell’esplorazione”.
Modelli linguistici, immagini e navigazione
Il programma comprende diverse applicazioni di intelligenza artificiale. I modelli linguistici di grandi dimensioni, o LLM, saranno impiegati nell’interpretazione delle informazioni; altri esperimenti riguarderanno la computer vision, ossia l’analisi automatizzata dei dati visivi, e il monitoraggio autonomo.
Sono previsti anche sistemi di Retrieval-Augmented Generation (RAG), che permettono ai modelli linguistici di utilizzare informazioni recuperate da una base documentale per formulare le risposte. La NASA testerà un LLM ottimizzato con capacità di elaborazione semantica, destinato a facilitare la ricerca e l’interpretazione dei documenti disponibili a bordo.
Un ulteriore ambito di sperimentazione riguarda i dati LiDAR, acquisiti attraverso sensori laser che consentono di rilevare distanze e ricostruire la geometria dell’ambiente. L’elaborazione servirà alla mappatura, alla navigazione e all’analisi del terreno, con possibili impieghi nella progettazione delle infrastrutture.
Una partizione dedicata ai servizi AI sarà utilizzata per verificare la possibilità di eseguire applicazioni scalabili in modo affidabile nell’ambiente lunare.
Il rover FLIP come banco di prova
Il trasporto del modulo all’interno di FLIP inserisce il progetto nel percorso di sviluppo delle piattaforme commerciali di mobilità lunare. Il rover ospiterà il sistema durante gli esperimenti, consentendo di valutarne l’impiego a supporto dei diversi carichi di lavoro.
“La Luna rappresenta un ambiente impegnativo per il calcolo avanzato e siamo lieti di offrire a HPE l’opportunità di dimostrare la validità delle proprie tecnologia sulla superficie lunare”, afferma Jaret Matthews, Founder and CEO di Astrolab. “Il nostro rover FLIP è progettato per ospitare una varietà di carichi di lavoro e questa missione dimostrerà come le piattaforme commerciali di mobilità lunare possano supportare lo sviluppo tecnologico e la ricerca scientifica”.
Hardware a basso consumo e collegamento con la Terra
HPE descrive Spaceborne Computer-4 come un modulo leggero, autonomo e raffreddato a liquido, privo di ventole, progettato per resistere alle condizioni del Polo Sud lunare. La configurazione comprende un processore centrale, o CPU, a basso consumo e un processore grafico, o GPU, utilizzato anche per i carichi di lavoro AI.
L’archiviazione si basa su memoria flash all’interno di unità a stato solido KIOXIA. La collaborazione prosegue quella già avviata nel programma Spaceborne Computer e dovrà supportare la gestione dei dati durante le attività e i test.
Sul versante delle comunicazioni, una suite software gestirà l’interazione con le risorse terrestri e la trasmissione sicura di informazioni e risultati verso la Terra. L’architettura combina quindi elaborazione locale e supporto del segmento di terra.
HPE fornirà inoltre al centro di controllo di Astrolab, a Hawthorne, in California, la soluzione HPE Private Cloud per l’analisi in tempo reale dei dati, con funzioni di sicurezza e controllo sulla loro gestione. HPE CloudOps Software sarà impiegato per unificare la gestione e l’automazione dei carichi di lavoro.
Gli esperimenti NASA e la cybersicurezza di Deloitte
La partecipazione della NASA comprende un esperimento nell’ambito del workshop FLUID, Federated Learning for Unbounded and Intelligent Decentralization, dedicato all’apprendimento federato e alla decentralizzazione intelligente.
L’agenzia utilizzerà una rete neurale addestrata su dati provenienti dalla Terra, dalla Luna e dalla Stazione Spaziale Internazionale. Il test dovrà dimostrare il coordinamento di tre modelli di intelligenza artificiale distinti, esplorando modalità di collaborazione tra sistemi distribuiti in ambienti spaziali e terrestri.
Deloitte contribuirà con Silent Shield, un sistema di rilevamento delle intrusioni informatiche. La tecnologia fornirà analisi predittive e individuazione delle anomalie in tempi prossimi a quelli reali, inserendo la protezione dei sistemi tra gli ambiti da verificare durante la missione.
Per il programma Spaceborne Computer, il nuovo modulo estende alla superficie lunare l’esperienza maturata sulla Stazione Spaziale Internazionale. I risultati consentiranno di valutare prestazioni, affidabilità e gestione dei carichi di lavoro nel far-edge computing, l’elaborazione svolta nelle aree più remote rispetto alle infrastrutture centrali.



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