TURISMO DIGITALE

Airbnb sostiene le dimore storiche: sul piatto 1 milione di euro

La piattaforma di sharing economy ha avviato una collaborazione con Adsi per finanziare il nuovo bando destinato a interventi di recupero di immobili antichi già convertiti o da convertire all’ospitalità

Pubblicato il 16 Set 2022

Assoprovider turismo

Sostenere il patrimonio storico culturale del nostro Paese, custodirne e conservarne le bellezze rendendole sempre più accessibili: questi gli obiettivi del nuovo bando Adsi (Associazione Dimore Storiche Italiane) reso possibile da una donazione di Airbnb. Il contributo pari a un milione di euro consentirà ai proprietari di dimore storiche di accedere a finanziamenti per interventi di recupero di immobili storici già convertiti o da convertire all’ospitalità o per il miglioramento dei servizi ricettivi già presenti.

L’annuncio è stato dato ieri da Adsi e Airbnb nel corso del convegno Abitare nella storia, guardare al Futuro, tenutosi a Palazzo Taverna a Roma.

Il progetto di valorizzazione varato da Airbnb

La donazione di Airbnb, si legge in una nota, si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio culturale europeo promosso dalla piattaforma di sharing economy. In Europa, le prenotazioni di dimore storiche nella prima metà del 2022 sono più che raddoppiate rispetto al 2019, mentre il numero di host in questa categoria è aumentato di oltre il 50%.

Figure che rappresentano in Italia una delle principali risorse per la ripresa del turismo internazionale e la dispersione del turismo, con oltre il 90% delle dimore storiche attualmente presenti su Airbnb situate in zone rurali o poco densamente popolate. Il tipico ospite che decide di soggiornare in una dimora storica è straniero, viaggia in coppia, predilige soggiorni più lunghi (oltre sette giorni), ed esprime un’altissima soddisfazione (94% di recensioni a cinque stelle).

“Le dimore storiche, oltre a rappresentare un importante asset per il turismo, ricoprono un ruolo fondamentale nella diversificazione dei flussi, incentivando i viaggiatori a percorrere sentieri meno battuti per godere delle bellezze del patrimonio italiano”, ha dichiarato Giacomo Trovato, Country Manager di Airbnb Italia. “La possibilità di estendere questa esperienza al soggiorno potrebbe permettere di compiere un salto di qualità a diverse destinazioni rurali o borghi, rilanciando l’economia locale a beneficio dell’intera comunità. Il potenziale contributo del patrimonio privato diffuso al turismo è enorme ed è per questo che abbiamo enorme rispetto per l’importante lavoro svolto da Adsi negli anni”.

La collaborazione con Adsi

Secondo i dati dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato promosso dalla Fondazione Bruno Visentini, vi sono in Italia oltre 37.700 immobili storici privati, di cui oltre la metà (54%) in comuni con una popolazione inferiore a 20 mila abitanti e, nel 26% dei casi, addirittura sotto i 5.000 residenti. Ciò rende le dimore storiche non solo un polo di attrazione turistica fondamentale per il nostro Paese, ma anche il perno di un’economia circolare che pone al centro i borghi. Si tratta di un enorme potenziale che va dalle visite all’organizzazione di eventi, passando per l’accoglienza e la promozione/valorizzazione delle peculiarità enogastronomiche dei singoli territori, ma anche nell’accompagnamento alla transizione ecologica e digitale. Adsi, che riunisce i proprietari di immobili storici di tutta Italia, da 45 anni è impegnata per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio italiano. Da qui la decisione di Airbnb di sostenere Adsi tramite una donazione.

“I proprietari si impegnano quotidianamente a custodire e valorizzare la rete unica delle dimore storiche, un vero e proprio museo diffuso dall’immenso valore sociale, culturale ed economico”, ha detto Giacomo di Thiene, presidente nazionale di Adsi, spiegando che “una rete di immobili distribuita capillarmente sul territorio che, generando lo stesso numero di visitatori dei musei nazionali, costituisce il patrimonio del Paese al pari dei beni culturali pubblici in termini di memoria, presente e sviluppo futuro. Eppure l’importanza che rivestono – anche in termini sociali ed economici/occupazionali – molto spesso non è accompagnata da un adeguato sostegno da parte delle Istituzioni locali e nazionali, che lasciano ai soli proprietari l’incombenza del mantenimento: un onere gravoso che grazie al contributo di Airbnb sarà più facile da fronteggiare. Le risorse consentiranno di dare impulso alla nascita di nuove opportunità occupazionali, per tramandare tradizioni, arti e mestieri, incentivare le produzioni territoriali e riscoprire tecniche artigiane dal sapore antico che rischiano altrimenti di scomparire”.

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