SPECIALE MWC

Alcatel-Lucent scommette sulle picocelle

Nuove soluzioni in grado di ottimizzare l’uso dello spettro. L’ad Gianluca Baini: “Il mercato è a una svolta, stanno cambiando gli economics e servono risposte urgenti”

Pubblicato il 25 Feb 2013

Non solo velocità, ma anche intelligenza delle reti mobili. Questo secondo Alcatel-Lucent il terreno su cui si gioca la partita delle comunicazioni mobili, secondo Alcatel-Lucent, che per il futuro dei network mobili punta sulla flessibilità e sulla capacità di sostenere e sviluppare nuovi servizi a vantaggio degli operatori e degli utenti. In questo contesto, al Mobile World Congress di Barcellona, l’azienda presenta tecnologie ad hoc per migliorare la performance delle reti. Si tratta di lightRadio, small cells (picocelle) e soluzioni IP per il backhaul.

“Il mercato è a una svolta, perché dopo le tecnologie stanno cambiando anche gli economics e il settore ha bisogno di risposte urgenti – dice Gianluca Baini, amministratore delegato dell’azienda in Italia – In questa fase, gli operatori mobili sono chiamati a un nuovo ciclo di investimenti, come in parte già anticipato negli Stati Uniti, con la crescita del 4G. Tuttavia, l’incremento di traffico e capacità delle reti non si traduce automaticamente in ritorni economici. E questo sta diventando un problema di rilievo sempre maggiore, anche nelle reti mobili, come confermano gli ultimi dati dei maggiori operatori”.

Secondo Alcatel-Lucent, la soluzione consiste nell’adottare nuovi paradigmi nelle reti, finalizzati alla massima flessibilità, convergenza e apertura ai nuovi servizi e nella creazione di un vasto eco-sistema orientato alla realizzazione di servizi di crescente valore per l’utenza. “Smartphone e tablet sono le piattaforme che trainano la continua crescita del traffico dati e dei servizi. Sempre più il modello sottostante differisce da quello che per molti anni è stato associato ai pc, perché gran parte dell’elaborazione e dei dati non è più residente localmente, ma sta nel cloud, sulla rete – aggiunge Baini – Di conseguenza, gli operatori hanno bisogno di reti di nuovo tipo e di business model che permettano di coprire economicamente le ingenti spese richieste sia per l’acquisizione delle frequenze sia per gli investimenti. Gli utenti a loro volta chiedono sempre più un ambiente unico, fluido, senza problemi, in cui portare sempre più applicazioni personalizzate”.

I segni di questa tendenza sono nelle numerose proposte presentate da Alcatel-Lucent a Barcellona. Tra queste, l’architettura “small cell”, che secondo l’azienda consente un migliore sfruttamento dello spettro radio soprattutto nelle aree a forte traffico, ma consente di alleggerire la “pressione” sulla rete tradizionale e, in prospettiva, di integrare anche traffico Wi-Fi. Il corollario a questa tendenza che proprio in Alcatel-Lucent ha trovato una precorritrice e oggi è sempre più parte dei programmi di sviluppo degli operatori, è l’utilizzo anche di diverse infrastrutture per portare il traffico dati alle nuove, più piccole e numerose, “celle”. Tra le innovazioni proposte figurano al riguardo nuovi sistemi di “backhaul” (il tratto che collega la rete “core” dell’operatore con la parte finale radio), che può contare su sistemi via etere, con trasmissione dati a pacchetto, oppure sistemi cablati, siano essi in fibra o basati sulle nuove generazioni del rame superveloce (FftCab).

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