L'ANALISI

Anomalia Brasile: Tlc e broadcaster nemici forzati. E il mercato digitale non decolla

Le norme in vigore nel Paese non consentono la convergenza fra telco e media. Il tutto nonostante uno straordinario potenziale di business. Le proposte di riforma della legislazione non mancano. Ma giacciono da mesi sui tavoli dei decisori

Pubblicato il 22 Nov 2019

brasile

La convergenza nel mercato delle telecomunicazioni e dei contenuti è un fenomeno globale di cui l’Europa e il Nord America sono i principali motori. Tuttavia, c’è un paese che per numero di abitanti, circa 215 milioni, e tasso di penetrazione dei servizi streaming, 24 milioni di abbonati equivalenti al 75% delle famiglie con accesso alla banda larga, potrebbe in breve tempo diventare un caso di successo mondiale. Parliamo del Brasile, paese che ha vissuto negli ultimi decenni dei cicli alternati di innovazione e liberalizzazione del mercato, con conseguente ingresso in forze di operatori stranieri. Non è un caso che i tre maggiori operatori del paese – Vivo, Tim Brasil e Claro – siano tutti sostenuti da capitali stranieri.

Come in altri paesi, l’alto tasso di crescita della domanda impone agli operatori investimenti sempre più ingenti per far fronte alla richiesta di dati e contenuti. Investimenti sull’infrastruttura quindi, sia fissa che mobile, ma anche nuove modalità di interazione con il cliente al fine di offrire sempre più servizi su misura e al passo con i tempi. Tutto questo è riassumibile con una parola: convergenza.

È la convergenza che consente la creazione di un nuovo ecosistema delle telecomunicazioni, ma questo viene messo a rischio da una regolazione non più al passo con i tempi. La legge SeAC infatti, introdotta nel 2011 per regolamentare il mercato, vieta in maniera netta la possibilità di integrazioni verticali fra operatori: i “produttori”, ovvero i broadcaster, non possono agire come “distributori” finali ai consumatori, ruolo riservato esclusivamente alle telco; le quali però, a loro volta, non sono autorizzate a produrre contenuti proprietari.

Inoltre, la legge limita anche la proprietà incrociata delle società nell’ambito di queste attività, il che significa che le società di telecomunicazioni non possono essere affiliate a società che producono contenuti e i produttori, a loro volta, non possono appartenere allo stesso gruppo societario delle società di telecomunicazioni.

Solo negli ultimi mesi sono caduti vittima di questa regolazione 2 colossi come Fox, posseduta da Disney e, soprattutto, WarnerMedia, la controllata di AT&T frutto della fusione con Time Warner, che vede nel Brasile l’unico paese al mondo ad averne bloccato l’arrivo. Questa conformazione del mercato, voluta dai rispettivi principali incumbent, il gruppo Globo e il gruppo Claro, legittimamente interessati a mantenere il ruolo di primazia senza incursioni da parte di nuovi attori. Con grave danno per i consumatori però, per i quali ormai connettività e contenuti sono pressoché sinonimi.

Il Brasile dovrebbe compiere significativi passi avanti per modernizzarsi: stabilire un regime normativo equo e competitivo che migliori l’efficienza nella fornitura di servizi e permetta alle aziende di capitalizzare questa esplosione nel mercato dei dati per aprire un nuovo ciclo di innovazione. Attualmente, il Senato e il Congresso brasiliano stanno analizzando diversi progetti di legge volti a modernizzare il quadro giuridico. La grande maggioranza delle riforme proposte cerca di revocare il divieto per i fornitori di telecomunicazioni di possedere o controllare produttori con sede in Brasile (articolo 5 della SeAC), eliminare le restrizioni per i fornitori di telecomunicazioni di acquisire i diritti di trasmissione di eventi di interesse nazionale (articolo 6 della SeAC) e di stabilire che i servizi basati su Internet (OTT) non rientrino nel campo di applicazione della legge SeAC.

Tuttavia, sono trascorsi diversi mesi da quando le proposte sono state presentate per la prima volta al Congresso e nessuno ha compiuto progressi significativi. Sta ai politici brasiliani modernizzare la legge e decidere se il Brasile vuole davvero essere un leader digitale nei prossimi anni.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati