RAPPORTO CA-HBRAS

App economy, i tre pilastri per vincere la competizione

Rapporto Ca-Harvard Business Review Analytic Services: per il 60% delle aziende nei prossimi 3 anni il digitale renderà i business “radicalmente diversi”. Giocare d’anticipo e capire in tempo i trend del mercato le chiavi per eccellere

Pubblicato il 15 Feb 2016

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Qualità del software, velocità ed esperienza digitale dei clienti. Secondo l’ultima ricerca internazionale dell’Harvard Business Review Analytic Services, condotta per conto della società specializzata in sviluppo software CA Technologies, sono queste tre le priorità da tenere presenti per ottenere un forte vantaggio competitivo sul mercato dell’app economy. La società di ricerca ha analizzato le strategie messe in campo dalle aziende di successo per ottenere benefici dalla digital transformation, guidando il cambiamento ed eccellendo sul mercato.

Dal rapporto, che ha coinvolto nelle interviste circa 250 tra alti dirigenti in ambito business e IT, emerge che per il 44% delle aziende il proprio settore di mercato vivrà una vera e propria rivoluzione digitale nei prossimi 3 anni, mentre per due imprese su 10 questo è già avvenuto. C’è comunque una tendenza sempre più marcata verso il riconoscimento del forte impatto che la trasformazione digitale avrà sul business e, non a caso, il 58% dei manager intervistati è convinto che il proprio modello di lavoro nel 2018 sarà “radicalmente diverso”. Con un’altra convinzione molto diffusa (68%), che riguarda il ruolo chiave e l’importanza crescente della qualità dei software utilizzati in azienda.

Ma tra i cambiamenti già avvenuti o in atto, un peso importante lo ha quello avvenuto nei comportamenti e nelle aspettative dei clienti, citato dal 46% delle aziende, seguito dalla discesa in campo di nuovi concorrenti con effetti dirompenti, che rappresenta una preoccupazione per il 25% dei manager.

Questi due fattori rendono ancor più evidente la necessità di anticipare il mercato e adattarsi in fretta ai trend emergenti. Non stupisce dunque che oltre la metà dei partecipanti al sondaggio (53%) dichiari che la propria azienda sta già investendo o ha in programma di investire in nuove tecnologie per sviluppare più rapidamente prodotti e/o servizi digitali.

“Non c’è dubbio che la chiave per creare qualcosa di grandioso stia nell’iterazione rapida, ovvero la possibilità di ricevere costantemente un feedback dai clienti con il quale alimentare un miglioramento continuo – spiega Otto Berkes, chief technology officer di CA Technologies -. Senza una velocità di sviluppo sostenuta, non conta la qualità della prima versione. È questo il concetto dietro la filosofia della Continuous Delivery e dell’Agile Management che promuoviamo con i nostri clienti”.

Per i pionieri dell’App Economy la velocità d’azione costituisce il fattore chiave per competere al meglio. Oltre due terzi (68%) affermano infatti di essere particolarmente bravi a sviluppare rapidamente nuove capacità tecnologiche, mentre un azienda su tre dichiara che più del 50% del proprio fatturato viene dal digitale.

Tra le priorità di investimento per la digitalizzazione aziendale rientra anche il miglioramento dei processi aziendali nei rapporti con la clientela, con particolare attenzione alla parola d’ordine “digital-first”. I soggetti intervistati sono particolarmente interessati a offrire un’eccellente customer experience digitale (42%), a trasformare operazioni e processi strategici (34%) e ad agire sul piano dei processi relativi al personale (31%). Tuttavia, la voce “investire in nuovi prodotti e servizi digitali” è stata indicata come priorità d’investimento solo dal 24% dei partecipanti al sondaggio.

Naturalmente, quando si tratta di servizi digitali automaticamente bisogna fare riferimento al tema della cybersecurity. Quasi la metà degli intervistati (45%) dichiara che la progressiva digitalizzazione della loro azienda desta preoccupazione dal punto di vista dei rischi per la sicurezza (violazione dei dati, vizi di conformità e contenziosi). Un manager su due ritiene che i diversi settori dovrebbero sviluppare migliori tool tecnologici per potenziare la cyber security, mentre poco più di un terzo è convinto che la propria azienda debba investire internamente.

“I molteplici progressi tecnologici, cui fanno riscontro una serie di stravolgimenti riguardanti quasi tutti i settori, fanno di questa nostra epoca un momento incredibilmente appassionante per gli informatici – sottolinea Berkes-. Chi fra noi sarà disposto e capace di muoversi in modo rapido ed agile usufruirà di opportunità enormi per modificare in modo sostanziale la natura del business, sfruttando al meglio l’economia delle applicazioni”.

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